Cucina tradizionale umbra: L’attorta

attorta

Nell’alta Valnerina si cucinava, e si cucina ancora oggi, la famosa ‘attorta’, un tipico dolce dalla forma serpentina.

Dopo aver steso una sfoglia di pasta preparata con farina, uova e un pizzico di sale, la si ricopriva con un preparato composto da mele cotte nel vino assieme allo zucchero, con l’aggiunta poi di canditi, cannella, noci, cioccolato grattuggiato e una presa di noce moscata. Altre ricette, come quella di Preci, prevedevano l’impiego di un composto di fichi, miele, pinoli, uva passa e cacao. Deposto lo stato per il ripieno, si arrotolava su se stessa la sfoglia a chiudere, la si spennellava con alkermes e, avvolta a spirale, la si deponeva in una teglia di ferro coperta ingrassata con lo strutto. La cottura avveniva sul piano del focolare.

Nelle ricette più antiche, per accrescere la somiglianza col serpente, si lavorava una delle estremità del dolce in forma di testa inserendo nella pasta due chicchi di caffè o due grani di pepe, a suggerire gli occhi del rettile. Nella zona di Sellano, l’attorta natalizia era preparata anche in occasione della festa dei morti.

(Fabiola Chàvez Hualpa, Le donne nel mondo rurale della Valnerina, Terni, tipolitografia Federici, 2012)

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale misura 321, “l’Europa investe per le zone rurali”

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