Deruta. Presentati i progetti di valorizzazione del Museo della Ceramica

museo della ceramica

di Donatella Binaglia

 

Vale la pena tornare a visitare il Museo della Ceramica di Deruta, il più antico d’Italia, nato nel nel 1898, perché da oggi sarà possibile approfondire, visitare e sapere molto di più sul vastissimo deposito. 

In un incontro con la stampa, alla presenza di molte autorità e degli alunni del Liceo Artistico derutese, sono stati presentati i progetti di valorizzazione del museo, realizzati con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.

“Questo museo – ha detto Fernanda Cecchini, assessore alla Cultura della Regione Umbria – è parte della memoria storica della regione. Il genio artistico della ceramica umbra ha lasciato il segno intorno alla metà del 1900. Ci auguriamo che i visitatori vengano ad apprezzare i nuovi allestimenti. Le informazioni per la visita sono esposte in maniera più semplice e accattivante con una attenzione ai giovani che vogliamo vengano a visitare questi luoghi. Questo Museo è un punto di riferimento per gli studiosi della ceramica italiana”.

La sede del museo è un ex cinema, e come tale si presta all’esposizione in verticale che lo rende unico nel suo genere; infatti, l’imponente torre metallica di quattro piani riservata ai depositi, comunicante con il percorso museale storico, presenta oltre 4500 ceramiche conservate in scaffali vetrati, interamente accessibile al pubblico e debitamente attrezzata per attività di studio e per attività didattiche e di laboratorio.

Con questi progetti sono state riallestite alcune sessioni, sistemati pannelli didattici e informativi, dedicato un sito internet e una App riguardante i depositi del museo e l’introduzione di apparati multimediali che ne consentono la libera consultazione da parte dell’utenza.

I visitatori, nel percorso di visita, troveranno due totem installati in diverse aree dell’ampia zona deposito, che permettono al visitatore un approfondimento sui diversi aspetti delle opere della sezione, tra cui le biografie dei principali artisti e la consultazione di bozzetti e progetti degli anni Trenta e Quaranta del Novecento (che sono stati digitalizzati proprio a questo scopo) realizzati dagli artisti Strada, Fantoni, Bonazzi, Pascucci, Aretini, Loy, Ciuti, Giuntini, ecc., e finalizzati alla produzione delle opere del CIMA (Consorzio Italiano Maioliche Artistiche).

È in corso, inoltre, l’attività di catalogazione digitale (nel portale Samira) delle opere del percorso storico del museo. I supporti multimediali installati consentiranno anche la libera consultazione dell’archivio digitale delle opere del museo, quando questo sarà pubblicato, conferendo al deposito anche la connotazione di luogo di studio e di ricerca.

 

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