Le domus romane di Palazzo Valentini: L’archeologia come non l’abbiamo mai vis(su)ta

palazzo valentini mosaico

di Benedetta Tintillini

 

Proprio come nella migliore tradizione delle trasmissioni di Piero Angela, le domus rinvenute sotto Palazzo Valentini, attuale sede della Provincia di Roma, tornano a nuova vita ed i reperti archeologici riescono ad essere comprensibili, anche per chi, ahilui, non ha molta capacità ad immaginarsi imponenti costruzioni dove ora può ammirare solo pochi resti di ciò che una volta fu.

Durante alcuni lavori di consolidamento del Palazzo è venuto alla luce il sito archeologico in questione, sito di estrema rilevanza, che ha fornito ulteriori preziosissime informazioni sulla topografia antica, medievale e moderna della città. Trattasi di una Domus di proprietà di un personaggio molto importante dell’epoca (forse un senatore), celata sotto le fondamenta del Palazzo, con i suoi mosaici policromi, statue, reperti di vario genere, tra i quali anche del cibo, attraverso il quale possiamo ricostruire in parte la dieta dei romani a quel tempo.

In una passeggiata “al buio” attraverso stanze appartenenti a Domus patrizie di epoca imperiale, guidati dalla voce familiare di Piero Angela, i visitatori, grazie ad un esemplare impiego della tecnologia, vedono rinascere intorno a se gli ambienti, gli affreschi, le porzioni mancanti dei pavimenti musivi.

L’allestimento di tale mostra permanente, curato appunto da Piero Angela, con la consulenza di un’équipe di tecnici ed esperti, quali Paco Lanciano e Gaetano Capasso, conserva intatto lo stile e la capacità divulgativa propria del famoso giornalista. Con l’aiuto di proiezioni, filmati, giochi di luce, effetti sonori, è possibile vedere, e non solo immaginare,  strutture murarie, ambienti, peristilii, terme, saloni, decorazioni, cucine e arredi, mentre ci viene raccontata la vita quotidiana che, con tutta probabilità, conduceva il padrone di casa, tra ricevimenti e banchetti. Una continua meraviglia “tangibile” e comprensibile di come potesse essere la vita all’interno di questi ambienti, e di quali fossero le tecnologie costruttive dell’epoca, per esempio per avere l’acqua corrente in casa. Il nostro anfitrione era uno dei pochi che poteva permettersi questo lusso.

Non meno d’effetto è il filmato attraverso il quale viene idealmente “srotolata” la Colonna Traiana, e viene letto passo passo il racconto della conquista della Dacia da parte dell’imperatore Traiano, avventura che si conclude con la morte del Re Decebalo ed il trionfo di Roma.

Da una apertura nei sotterranei poi si gode di una vista privilegiata a ridosso della base della famosissima colonna. E’ possibile quindi ad occhio nudo riconoscere e rivedere “dal vivo” le scene che poco prima abbiamo visto commentate, cosa impossibile da fare dal punto di vista solito lungo Via dei Fori Imperiali.

L’allestimento delle Domus di Palazzo Valentini è il segno tangibile di come la cultura possa costituire un’offerta di divertimento costruttivo, di come si possa dare nuova vita e nuovo impulso ai nostri tesori, e di come il nostro passato non finisca mai di raccontarci nuove storie, permettendoci di conoscere meglio anche il nostro presente.

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