Un angolo di Napoli sulle sponde del lago Trasimeno: è il “miracolo” culinario di “Don Pietro”, pizzeria napoletana a Torricella.
Accomodatevi al tavolo con la splendida vista dalle sponde del lago Trasimeno, ascoltate il dolce brusìo dell’acqua e chiudete gli occhi; i profumi e i sapori dei piatti che gusterete sapranno trasportarvi alle pendici del Vesuvio, tra tradizione e modernità, nella proposta del giovane ma affermato pizzaiolo Pietro De Vivo, “campione del mondo di pizza in pala” nel 2023 al campionato del mondo Pizza World Cup e titolare della pizzeria “Don Pietro” a Torrcella.
Il mio personale viaggio nel cuore di Napoli inizia con la Frittatina Nerano e speck, ispirata alla ricetta degli spaghetti alla Nerano con l’ “incursione” del sentore affumicato del salume alto atesino, per poi strizzare l’occhio al Lazio con la frittatina alla Carbonara, dove il pecorino romano DOP, a braccetto con il guanciale, delizia con la sua sapidità.
Dai tavoli lo spettacolo del tramonto sul lago offre un panorama struggente e sempre diverso, con colori che sanno emozionare, ed è proprio la pizza “Tramonto” che mi ispira e conquista, con crema di pomodoro giallo, stracciata in uscita, pomodorini rossi e gialli semi dry, pesto di basilico, cipolla caramellata, basilico fritto e olio evo; sapori e colori si mescolano armonicamente, abbracciati dal soffice e leggerissimo cornicione di ordinanza (sennò che pizza napoletana è?).
Alle pizze contemporanee come “Tramonto”, Pietro affianca le classiche, come la Bufalina, cogliendo il meglio dalle produzioni campane (come la mozzarella di bufala e il pomodoro) e da quelle locali (come gli insaccati e l’olio e.v.o.) per un risultato superlativo che premia le eccellenze territoriali, come è giusto che sia.
L’ultima tappa del viaggio è il dessert: tra la pastiera e il babà al rum è il trionfo della pasticceria napoletana, dolce e profumata, tutta da gustare!
E quando il sole scompare dietro il lago e le ultime note dolci accompagnano la fine della cena, resta la sensazione di aver compiuto un piccolo viaggio: da Torricella a Napoli e ritorno, senza mai lasciare il proprio tavolo.
Benedetta Tintillini
