L’Eco della Forma: a Roma la prima assoluta dell’opera musicale e visiva di Roberto Rosi

l'eco della forma

Il 28 febbraio 2026 alle ore 18, la Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea di Roma ospiterà la prima assoluta di L’Eco della Forma, opera musicale e visiva del compositore Roberto Rosi, a cura di Claudio Nardulli. L’evento si terrà presso il Complesso Monumentale della Scala Santa, in Piazza di Porta San Giovanni 10, in uno dei luoghi simbolo della ricerca artistica contemporanea della capitale.

L’opera è stata composta in occasione del centenario della nascita di Tito Amodei, in arte Tito, e si configura come un omaggio originale e profondo all’artista. La composizione prende vita esclusivamente da suoni estrapolati da alcune sue sculture, selezionate da Rosi per le loro peculiarità materiche e formali. Metallo, legno e superfici scolpite diventano così generatori acustici, trasformando l’oggetto artistico in sorgente sonora e ampliando il concetto stesso di opera.

Con L’Eco della Forma, Roberto Rosi formalizza un percorso di ricerca avviato da anni, fondato sull’idea di estrarre il suono direttamente dalla materia. Un approccio che si inserisce in continuità con la musica concreta di Pierre Schaeffer e con la concezione spaziale del suono di Edgard Varèse, ma che si sviluppa in una direzione autonoma e radicale.

L’opera utilizza frequenze non riconducibili al sistema temperato occidentale, aprendo a una dimensione acustica primordiale e arcaica. Il suono non viene più organizzato secondo le regole tradizionali dell’armonia, ma emerge come fenomeno fisico, come vibrazione originaria della materia. In questo processo, l’immagine assume un ruolo strutturale: la componente visiva non accompagna la musica, ma ne diventa parte integrante, contribuendo alla costruzione di un’esperienza immersiva.

La curatela di Claudio Nardulli sottolinea la rilevanza di questo progetto nel panorama contemporaneo, evidenziando come l’opera rappresenti un punto d’incontro tra arti visive, ricerca sonora e riflessione sulla materia. L’Eco della Forma si propone così come una “musica primordiale”, capace di ricondurre l’ascoltatore all’origine fisica del suono e alla relazione profonda tra forma, spazio e vibrazione.

L’appuntamento del 28 febbraio si preannuncia come un evento di grande interesse per studiosi, artisti e appassionati di sperimentazione sonora e arti contemporanee, offrendo al pubblico romano un’esperienza sensoriale che ridefinisce i confini tra vedere e ascoltare.

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