Educazione finanziaria in famiglia: un conto corrente per minorenni è un investimento sul futuro

educazione finanziaria in famiglia

L’educazione finanziaria è una competenza chiave per qualsiasi persona perché consente non soltanto una migliore gestione del denaro, ma aiuta anche a costruirsi un futuro più sicuro.

Una buona educazione finanziaria, per esempio, aiuta a distinguere fra le spese necessarie e quelle non indispensabili, a usare le carte di credito e i prestiti in modo consapevole evitando indebitamenti eccessivi e a rispettare un determinato budget – familiare o personale – monitorando entrate e uscite.

Data la sua importanza, è importante che i genitori abbiano a cuore l’educazione finanziaria dei propri figli a cui possono insegnare determinati concetti a partire dai 12-13 anni.

Uno degli strumenti più adatti a questo è il conto corrente per minorenni, una soluzione che può essere di notevole aiuto per comprendere alcune dinamiche finanziarie. Ne è un esempio pratico il conto corrente per minorenni di BPER, pensato per la fascia anagrafica che va dai 13 ai 17 anni. Vediamo quindi cos’è e come funziona un conto di questo tipo.

Per inciso, questi conti possono essere aperti in filiale e online e possono poi essere gestiti da remoto con un personal computer o con un’apposita app installata sullo smartphone.

Conto corrente per minorenni: gestire un certo budget all’interno di un contesto protetto

In Italia i minorenni non possono aprire in autonomia un conto corrente; la legge, infatti, non permette loro di stipulare in modo autonomo un contratto con una banca. È però loro consentito di avere un conto corrente intestato qualora un genitore o un tutore legale li autorizzino. L’adulto ha quindi compiti di supervisione e di controllo.

Come facilmente si può immaginare, questi tipi di conto non prevedono tutte le funzionalità che si riscontrano nei normali conti correnti, tuttavia è possibile effettuare bonifici, prelevare contanti agli sportelli automatici grazie alla carta di debito associata (il cosiddetto “bancomat”), ricevere accrediti (la paghetta, per esempio), ricaricare il cellulare.

Sono tutte operazioni che movimentano denaro e quindi il minorenne deve imparare ad amministrare quello che ha a disposizione (il conto corrente per minorenni, infatti, non prevede alcun fido).

Il tutto avviene comunque in un contesto ben delimitato e soprattutto sotto la supervisione di un adulto; questi strumenti finanziari, infatti, prevedono il cosiddetto parental control.

Imparare a gestire il denaro è importantissimo in un’ottica di lungo termine, poiché una volta maggiorenni ed entrati nel mondo del lavoro, si dovranno gestire situazioni molto più complesse. Non è quindi azzardato definire il conto corrente per minorenni un vero e proprio “investimento sul futuro”.

Aprire un conto corrente per minorenni è necessario?

Da un punto di vista tecnico, non c’è nessuna necessità di aprire un conto corrente a un minore; tuttavia la valenza educativa che può avere questo strumento finanziario è notevole e perciò un genitore dovrebbe perlomeno valutare questa possibilità, sapendo per di più che ha comunque il controllo sulla situazione.

Il minore si troverà a dover gestire un certo ammontare di denaro con molta attenzione per assicurarsi di avere sempre disponibilità sufficienti per le sue necessità; si troverebbe infatti costretto a ricorrere all’aiuto dei genitori. E questa può anche essere l’occasione per spiegare l’importanza di concetti basilari come la pianificazione finanziaria, l’attenzione al risparmio, la differenza fra ciò che è veramente necessario e ciò che può essere evitato o rimandato.

Con il tempo il ragazzo acquisterà una certa consapevolezza finanziaria che gli risulterà utile per tutta la vita, quando le sfide da affrontare saranno indubbiamente più difficili.

Post correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.