Nel Ridotto del Teatro Morlacchi di Perugia, Eleonora Danco apre la rassegna “Ridotto” con una lettura performativa intensa tra dialetto, memoria e periferia.
Nell’intimità del Ridotto del Teatro Morlacchi di Perugia, in quel luogo diventato privilegiato per calore e vicinanza apre i 5 appuntamenti del “Ridotto”, Eleonora Danco, in scena il 13 ed il 14 Gennaio con la lettura performativa di due suoi testi: “Me vojo Sarvà“ e “Nessuno ci guarda”.
Eleonora, sola con i suoi fogli ed un leggio, con il dialetto romano che incalza e movimenti fisici che travolgono, dà vita alle strade di periferia, dove personaggi inconsapevoli animano un’adolescenza abitata da conflitti e dinamiche surreali.
Una ragazza di periferia disagiata, con un fratello parassita e una madre, che riversano su di lei i livori dovuti alla
povertà; una bambina che, invece di ricevere affetto, si trova ad essere valvola di sfogo di complessi, paure e rabbie trattenute dei genitori, figure inchiodate ai margini della loro esistenza.
Prende vita, poi, con flashback costanti, l’invadenza dell’infanzia nella vita di una persona adulta che non riesce più ad uscire di casa poiché sospesa tra il sogno e il ricordo… “L’infanzia è il momento del volo, delle mille possibilità, delle cose che devi fare per forza e quelle che puoi fare di nascosto. L’energia può diventare incontenibile. Ho avuto un rapporto molto conflittuale e di ribellione con i miei genitori e sono come rimasta impigliata per molto tempo, in quel tempo”.
La riflessione si ferma sulla frenesia di oggi, di ieri, di un tempo fermo “… io c’ho dà fa!… io c’ho dà fa!… io c’ho dà fa!”
Sonia Lustrino
