Expo: da Giotto al contemporaneo, Milano spinge sull’arte

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Tra migliaia di eventi che si terranno a Milano durante l’anno di Expo 2015 ci sono anche 26 grandi mostre che il Comune e altre istituzioni pubbliche milanesi hanno organizzato con l’obiettivo di offrire ai visitatori dell’esposizione universale le opere e le esperienze dei più grandi artisti italiani che hanno fatto la storia dell’arte: Giotto, Leonardo e Medardo Rosso, ma anche Raffaello e Hayez, fino alle espressioni del tempo presente come “Growing roots”, la rassegna che Palazzo Reale dedica a dieci artisti vincitori negli ultimi 15 anni del Premio Furla.

L’obiettivo era quello di realizzare un racconto che raffigurasse l’identità di Milano e del Paese ma che, al tempo stesso, si aprisse al mondo che proprio questa stessa identità ha contribuito a creare. Un itinerario che sarà arricchito dal nuovo allestimento del museo del Novecento, con prestiti da tutto il mondo, e dal nuovo allestimento che Michele de Lucchi sta realizzando all’interno del Castello Sforzesco per la Pietà Rondanini di Michelangelo.

“La città sta facendo uno sforzo eccezionale – ha detto il sindaco, Giuliano Pisapia – per accogliere i visitatori attraverso l’arte e per far diventare i temi di Expo reali e vivi”. Le mostre toccano infatti anche “tante possibili coniugazioni – ha aggiunto – che i linguaggi dell’arte declinano sul tema dell’esposizione: la nutrizione, la natura, l’incontro tra culture, il futuro della vita sul nostro Pianeta“. Un cartellone di proposte che il sindaco ha definito “di alta qualità scientifica” cui si affiancano le esposizioni che la Pinacoteca di Brera dedicherà a due delle icone come “Il Bacio” di Hayez e “Lo Sposalizio della Vergine” di Raffaello.

Quella su Leonardo sarà la più grande esposizione mai realizzata in Italia sul genio vinciano, una visione trasversale su tutta la sua opera, tanto di artista quanto di scienziato. Dipinti, disegni e manoscritti provenienti dai più prestigiosi musei italiani e internazionali saranno accompagnati da una serie di approfondimenti che coinvolgeranno i luoghi di Leonardo, in città e nell’intero territorio lombardo. La rassegna è in programma a Palazzo Reale dal 15 aprile al 19 luglio ed è curata da Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio.

La mostra “Giotto, l’Italia. Da Assisi a Milano“, sempre a Palazzo Reale dal 2 settembre al 10 gennaio 2016, sarà un viaggio ideale sulle orme di Giotto nei primi decenni del Trecento attraverso l’esposizione di capolavori, per la prima volta esposti a Milano, che ripercorrono le tappe del lavoro del maestro in Italia fino al suo arrivo nella città, dove realizzò la sua ultima creazione, Gloria del Mondo, oggi perduta.

Arte lombarda dai Visconti agli Sforza: Milano al centro dell’Europa” sarà una selezione di dipinti, sculture, miniature e preziose oreficerie provenienti da musei di tutto il mondo per analizzare lo straordinario fiorire delle arti e delle manifatture nel periodo delle dinastie Viscontea e Sforzesca, tra Trecento e Quattrocento, anni di eccezionale crescita per il Ducato di Milano. E’ in programma a Palazzo Reale, a cura di Mauro Natale e Serena Romano, dal 12 marzo al 28 giugno.

Milano presenterà al mondo anche “Medardo Rosso. La luce e la materia“, dedicata a uno dei protagonisti della scultura internazionale vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. Italiano di nascita, ma cosmopolita per vocazione, Rosso ha trasformato il modo di fare scultura attraverso nuove tecniche e materiali: un percorso che la Gam propone con una selezione di 30 capolavori tra gessi, cere e fotografie. E’ in programma dal 18 febbraio al 30maggio a cura di Paola Zatti in collaborazione con il Museo Rosso Barzio.

Tra le rassegne focalizzate sul tema dell’Expo spicca “Food, La scienza dai semi al piatto“, mostra interattiva che indaga il mondo del cibo con un approccio scientifico e una componente ludico-gastronomica. La mostra analizza i singoli elementi che arrivano ogni giorno nei nostri piatti svelandone tutti i segreti: dall`origine al piatto finito. E’ in programma fino al 28 giugno al Museo Civico di Storia Naturale a cura di Dario Bressanini e Beatrice Mautino.

 

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