A Perugia esiste un prodotto da forno che non è soltanto parte della tradizione gastronomica locale, ma un vero e proprio frammento di memoria collettiva: il Fagotto salato perugino, morbido panino rettangolare farcito con prosciutto cotto e frittata. Un sapore semplice, popolare, capace di attraversare decenni di storie, notti e rituali condivisi.
Per tanti perugini, infatti, il Fagotto è stato molto più di uno spuntino: è stato un rito notturno, un gesto familiare alla fine di una serata con gli amici. Quante volte, usciti da una discoteca, ci si fermava davanti al bancone di un forno ancora illuminato, aspettando quel panino caldo, ridendo e raccontandosi le ultime ore. Il Fagotto è stato il simbolo spontaneo di una socialità vera, vissuta, che ha accompagnato amori, amicizie e intere generazioni umbre.
Centumbrie porta il Fagotto oltre Perugia
Oggi questa icona informale torna protagonista grazie a Centumbrie, tra i migliori bar e panifici d’Italia secondo la guida del Gambero Rosso, riconosciuto per eccellenza e qualità della sua panificazione. L’azienda umbra lancia una campagna di comunicazione dedicata per far conoscere il Fagotto oltre i confini provinciali e regionali.
L’obiettivo è chiaro: trasformare un prodotto locale, amatissimo e profondamente legato al territorio, in un emblema della convivialità umbra. La campagna prevede attività editoriali, contenuti digitali, momenti di degustazione rivolti a giornalisti, food scout, operatori del settore e realtà gastronomiche nazionali. Un modo per valorizzare prodotti artigianali che non compaiono nei registri ufficiali dei “tipici”, ma che nella cultura popolare rappresentano la quotidianità vera.
Il Fagotto: un sapore popolare, una tradizione vissuta
Il Fagotto salato perugino non nasce da una ricetta codificata, ma da una memoria orale fatta di abitudini familiari, pratiche di quartiere e cultura notturna. È un gusto che si è tramandato naturalmente, senza formalità, entrando nella vita delle persone.
Raccontarlo oggi significa celebrare l’autenticità: non un monumento gastronomico immobile nel tempo, ma un patrimonio vivo, che continua ad esistere tra banconi, forni e ricordi condivisi.
Com’è fatto il Fagotto salato perugino
- Il pane: morbido, soffice all’interno, leggermente dorato all’esterno.
- La forma: rettangolare, “gonfia”, da cui il nome fagotto, come qualcosa di avvolto e pieno.
- La farcitura classica:
- Frittata: alta alcuni centimetri, morbida, preparata con uova, sale e poco olio.
- Prosciutto cotto: delicato, scelto per equilibrare il sapore della frittata.
- Varianti popolari: talvolta una leggera aggiunta di maionese, non essenziale ma diffusa.
Il Fagotto secondo Centumbrie
La versione di Centumbrie nasce da farine biologiche macinate a pietra, lievito madre e lievitazione naturale, secondo la filosofia artigianale del Molino interno. L’impasto, fragrante e ben alveolato, custodisce il classico ripieno rustico, esaltato dall’alta qualità degli ingredienti.
Accanto alla versione tradizionale, Centumbrie propone anche interpretazioni stagionali e creative, pensate per raccontare una visione contemporanea della tradizione umbra.
“Il Fagotto salato è molto più di una ricetta: è memoria, territorio e appartenenza – dichiarano da Centumbrie – Con questa campagna vogliamo farlo conoscere fuori dalla provincia di Perugia e dai confini regionali, puntando sulla qualità degli ingredienti e sul valore delle produzioni artigianali dei forni locali”.
Con questa iniziativa, Centumbrie non solo celebra un simbolo del vissuto perugino, ma gli dà nuova vita, trasformandolo in un racconto capace di parlare anche a chi non ha mai vissuto quelle notti umbre fatte di risate, farine, profumi e Fagotti caldi appena sfornati.
