Dall’8 maggio al 6 giugno, le Biblioteche comunali di Perugia aprono le loro porte per il Festival delle Biblioteche, un evento che si propone come una sorta di viaggio nella cultura e nella creatività. Le sei biblioteche coinvolte, Augusta, Biblionet, degli Arconi, San Matteo degli Armeni, Sandro Penna e delle Nuvole, offrono un fitto programma di incontri, attività e appuntamenti speciali, pensati per un pubblico ampio e diversificato (per il programma degli eventi e le relative prenotazioni, visitare il sito delle Biblioteche comunali di Perugia).
Tra gli eventi in programma, incontri con autori, laboratori di arteterapia, giochi di ruolo, concerti e mostre di illustrazioni. Inoltre, saranno proposte aperture straordinarie e appuntamenti speciali, come la presentazione del libro ‘Il cavallo e il soldato’ di Gek Tessaro e il recital ‘La nostalgia e il sogno. Le poesie di Sandro Penna’.
L’iniziativa valorizza la rete delle biblioteche comunali come luoghi vitali di cultura, incontro e crescita sociale, promuovendo la lettura, offrendo attività variegate per un pubblico ampio e sostenendo il patrimonio librario, grazie anche al collegamento con iniziative nazionali come ‘Il Maggio dei Libri’. L’edizione 2026, in particolare, si inserisce nel contesto della valorizzazione del patrimonio librario (con il sostegno del Ministero della Cultura) e si collega proprio al Maggio dei Libri, sottolineando il ruolo della lettura.
Alla base dell’idea di questo particolarissimo festival è l’intento di trasformare le biblioteche da semplici depositi di libri a spazi di relazione, creatività e partecipazione attiva, mettendo in luce la ricchezza del sistema bibliotecario comunale, includendo anche la Biblioteca di San Matteo degli Armeni e la Sandro Penna.
Proponendo un programma di incontri, presentazioni di libri, laboratori e spettacoli, spesso con appuntamenti speciali e aperture straordinarie, la manifestazione, pensata per un pubblico vasto e diversificato, promuove il dialogo, l’inclusività e la coesione sociale, rappresentando quindi un’occasione preziosa per la comunità perugina di riappropriarsi dei propri spazi culturali e per la città di rafforzare la propria identità culturale.
Maria Vittoria Grotteschi
