“37 secondi, troppo umani per andare persi” è il titolo della nuova personale fotografica di Pietro Floris, un progetto intenso e profondamente umano che racconta, attraverso 37 scatti realizzati nel corso degli anni, il significato più autentico che la fotografia ha per l’autore. Dopo aver esposto in Umbria e fuori regione accanto ad artisti di rilievo come Luciano Boccardini, Ines Renate Döllert e Fabiola Mengoni, Floris torna con una mostra che è al tempo stesso racconto personale e riflessione universale sull’umanità.
Artista di origini sarde e umbro di adozione, Pietro Floris vive e lavora da quasi quarant’anni a Perugia, la città che lo ha accolto e che rappresenta il punto di partenza di questo nuovo percorso espositivo. La sua fotografia non cerca l’eccezionale, ma si concentra volutamente sull’ordinario: persone comuni, spesso sconosciute, luoghi quotidiani, spazi abitati o attraversati nel corso della vita. È proprio in questa normalità che l’autore individua la grande bellezza della fotografia, un’arte che, a suo avviso, rischia oggi di smarrire la propria anima sotto il peso delle nuove tecnologie e di una ricerca esasperata della perfezione formale.
Per Floris, l’umanità è il vero soggetto straordinario. Non gli effetti speciali, non l’iper-definizione, ma lo sguardo, il gesto, l’attimo irripetibile: quei “37 secondi” che diventano simbolo di un tempo minimo ma essenziale, troppo umano per essere dimenticato. La sua è una visione coerente con il suo modo di stare nel mondo, prima ancora che dietro l’obiettivo.
Le fotografie in mostra sono state scattate principalmente in Sardegna, terra d’origine dell’artista, e in Umbria, regione d’adozione e terra natale della madre Lea. Non mancano però immagini realizzate in altri luoghi significativi, soprattutto durante i viaggi tra le due regioni, come quelle a bordo delle navi traghetto, spazi sospesi che diventano metafora di passaggio, attesa e appartenenza.
L’inaugurazione di sabato 10 gennaio ha visto una grande partecipazione di pubblico nella suggestiva Domus Pauperum di Corso Garibaldi 86, a Perugia. A rendere l’evento ancora più emozionante, una performance artistica intensa e partecipata con tre attori d’eccezione: Sandra Fuccelli, Stelio Alvino e Carlo Floris, fratello dell’artista. A conclusione della serata, un momento conviviale con l’assaggio di dolci tipici sardi offerti dall’Associazione Culturale Sarda Shardana, di cui Pietro Floris fa parte.
La mostra resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 18 gennaio, dalle 17:00 alle 20:00. L’ingresso è libero. Un’occasione preziosa per riscoprire una fotografia che non vuole stupire, ma ricordare ciò che siamo.
