Fernando Garbellotto ha esposto a Todi la sua mostra “Frattalità: reti e rizomi” nella Sala delle Pietre dei Palazzi Comunali. Questa esposizione, curata da Giorgio Bonomi, Lorenzo Fiorucci e Sofia Codini, ha offerto al pubblico una significativa rassegna del lavoro di Garbellotto, che in modo unico nel panorama dell’arte contemporanea, riesce a fondere scienza e arte in una sintesi rigorosa di contenuto e forma. La mostra, tenutasi dal 28 giugno al 20 luglio con la collaborazione del Comune di Todi e della Galleria WOW di Perugia, ha presentato circa quaranta opere, tra cui le celebri Reti frattali e il nuovo ciclo delle Reti frattali rizoma, quest’ultimo introdotto per la prima volta al pubblico in questa occasione.
Artista di levatura nazionale e internazionale, Garbellotto, nato a Portogruaro nel 1955, è conosciuto come il pittore dei frattali, basandosi sulla teoria matematica scoperta nel 1975 da Benoît Mandelbrot. La sua ricerca artistica ha preso una svolta decisiva alla fine degli anni ’80, quando ha iniziato a dedicarsi allo studio di queste particolari geometrie. Nel 1997, ha co-fondato il movimento “Caos Italiano” a Milano, esponendo le sue opere in numerosi spazi pubblici sia in Italia che all’estero. Il punto culminante della sua ricerca è arrivato nel 2006 con l’elaborazione delle “Reti frattali”, da lui considerate la sintesi del suo percorso. Fin dai primi anni ’90, l’artista, che vive e lavora tra Portogruaro e Milano, ha esposto le sue opere in gallerie private e spazi pubblici a livello internazionale.
Oltre al concetto di frattale, le opere di Garbellotto esplorano anche i temi del nodo e della rete, tutti termini appartenenti al campo delle scienze. Come spiega uno dei curatori, Giorgio Bonomi, “L’artista compone il suo lavoro annodando strisce di tela pittorica che si ripetono in maniera simile a quanto avviene nei frattali creando una trama di interrelazioni, la rete, punto di arrivo del passaggio dall’insieme al sistema.” Nelle sue opere, la tela non è più un semplice supporto pittorico, ma viene tagliata e riassemblata per tessere e dare corpo alla complessità della natura. Definito il “pittore della scienza”, Garbellotto trasforma esteticamente i contenuti scientifici attraverso il linguaggio concettuale della pittura contemporanea, in particolare tramite l’astrazione, la monocromaticità, la programmaticità e la ripetizione differente.
Le “Reti frattali rizoma”, create negli ultimi due anni, trovano ispirazione nella botanica. I rizomi, a differenza delle radici, si sviluppano orizzontalmente sotto il suolo e sono caratterizzati dalla presenza di nodi interconnessi, fondamentali per la riproduzione vegetativa. La loro natura ramificata ed estesa offre una potente metafora del pensiero a rete.
Un nuovo appuntamento con l’arte di Fernando Garbellotto è in programma per ottobre a Città di Castello, nella Event room della Pinacoteca comunale, dove sarà esposta una selezione di Reti frattali barocche. Entrambe le mostre sono accompagnate da un volume monografico, edito da Prearo, che è stato presentato a Todi domenica 20 luglio, in occasione del finissage della mostra.
Maria Vittoria Grotteschi
