“Giocando con Orlando – Assolo”: Accorsi al Festival Villa Solomei

giocando con orlando accorsi

Nella calda serata di sabato 2 Luglio, al festival Villa Solomei uno Stefano Accorsi appassionato ed ironico dà vita ad una narrazione sapiente del “Giocando con Orlando-Assolo”, contrappuntata dall’Ensemble Micrologus.

Questo spettacolo nasce dalla fortunata esperienza e confronto tra Stefano Accorsi e Marco Baliani che come quest’ultimo scrive: ”…  Stefano veste i panni di un cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema dell’amore… sofferente…sacrificale…gioioso e di certo anche furioso!”

Accorsi, con passo volatile e leggero, ma per toccar sostanze alte e un sentir sincero è riuscito a restituire al pubblico tutta la straordinaria ironia e modernità di quest’opera cinquecentesca.

Lo spettacolo “Giocando con Orlando. Assolo” parte sempre dalle due storie d’amore principali: Orlando perdutamente innamorato della bella Angelica, insidiata più o meno da tutti i cavalieri cristiani e che finisce per cedere e concedersi al musulmano Medoro, suscitando l’ira e la furia di Orlando, mentre la guerriera cristiana Bradamante sposa il pagano Ruggiero…per poi moltiplicare i personaggi, i mostri per condurli a giocare con rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale.

Un testo dall’elevato spessore letterario, Ludovico Ariosto, che con il tema dominante dell’amore monologando e narrando le rime del grande poeta che sembrano nuove… in continue sorprese stupite Baliani ci promette che in questo spettacolo : ”Le rime ottave del grande poeta risuoneranno in sempre nuove sorprese , in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti.”… e questo non è stato disatteso….

Come sfondo l’ensemble Micrologus con la loro interpretazione di musica medievale attraverso l’utilizzo di fedeli ricostruzioni degli strumenti d’epoca. Attraverso la ricerca e lo studio delle fonti dirette ed indirette, infatti, oggi si può interpretare la musica medievale, dalle frottole alle madrigali, mottetti e danze della prima metà del cinquecento.

…”queste non sono più lacrime…!”

Sonia Lustrino

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