Umbria e Cultura

Basta plastica: l’appello di Greenpeace per la Giornata mondiale ambiente

greenpeace plastic radar oceani liberate il mare invasione della plastica

50 Greenpeace activists demonstrate for the protection of the oceans at the G20 Conference on Plastic Rubbish in Bremen. Representatives of the 20 most significant Industry and threshold countries meet to discuss ways to reduce the amounts of plastic rubbish in the oceans. Environmental activists in bright red survival suits form the letters ‘ACT’ together with a floating banner saying “for plastic free oceans” in a lake near the conference venue. Hand-Banner reads in Italian: "Liberate il Mare dalla Plastica!". 50 Greenpeace-Aktivisten demonstrieren fuer den Schutz der Meere vor der G20-Konferenz zu Plastikmuell in Bremen. Vertreter der 20 wichtigsten Industrie- und Schwellenlaender diskutieren auf Einladung der Bundesregierung Wege, wie sich die wachsende Menge Plastikmuell in den Meeren reduzieren laesst. Im See vor dem Tagungshotel formen die Aktivisten in Ueberlebensanzuegen schwimmend das englische Wort „ACT“, dazu ein Banner "For plastic-free oceans" (Fuer Plastikfreie Meere). Auf dem Handbanner steht in Italienisch "Fuer Plastikfreie Meere".

Appartengono per la maggior parte a Coca-Cola, Unilever, Nestlé e Procter & Gamble i rifiuti in plastica raccolti e catalogati recentemente da Greenpeace e da altre organizzazioni del movimento BreakFreeFromPlastic in alcune spiagge delle Filippine. Proprio a queste aziende, e alle maggiori potenze economiche che si incontreranno nei prossimi giorni al G7 in Canada, Greenpeace chiede interventi per la riduzione della produzione e immissione sul mercato di plastica usa e getta.

“È necessario che i governi e le grandi multinazionali riconoscano che il riciclo non è la soluzione del problema. Bisogna fermare l’inquinamento da plastica prima che sia troppo tardi” dichiara Graham Forbes, responsabile della campagna plastica di Greenpeace. “In tutto il mondo, migliaia di persone si battono quotidianamente contro l’inquinamento da plastica, ma questa crisi ambientale necessita di interventi urgenti e azioni concrete per ridurre la produzione e il consumo di plastica monouso”.

Il movimento Break Free From Plastic – che rappresenta più di 1.200 gruppi in tutto il mondo tra cui Greenpeace – chiede ai paesi del G7 di approvare obiettivi di riduzione e divieti per la plastica monouso, investire in nuovi modelli di consegna dei prodotti basati sul riutilizzo e creare un sistema di tracciabilità della merce che renda le aziende responsabili della plastica che producono. Negli ultimi mesi, McDonald’s, Starbucks, Procter & Gamble, Nestlé, Coca-Cola, Pepsi e Unilever hanno pubblicato piani volontari relativi all’inquinamento da plastica, ma nessuna delle aziende ha adottato interventi drastici per ridurre la produzione di imballaggi monouso.

Mentre le aziende sono ancora riluttanti ad assumersi le proprie responsabilità, in tutto il mondo, tante persone si stanno attivando per promuovere cambiamenti attraverso azioni di pressione su imprese e governi chiedendo di ridurre o vietare la plastica usa e getta. Un gruppo di cittadini di Veracruz, in Messico, ha ottenuto il bando dei sacchetti di plastica e delle cannucce nel loro Stato. Ullapool, un villaggio scozzese, è diventato il primo comune plastic-free a seguito dell’attività di sensibilizzazione e pressione di alcuni bambini della scuola locale. Quasi 100 bar in Grecia hanno accettato di concedere sconti a tutti i clienti che impiegano le loro tazze riutilizzabili e in Italia, a seguito dei risultati delle indagini di Greenpeace e del CNR in cui erano stati riscontrati elevati livelli di microplastica nelle acque delle Isole Tremiti, il Sindaco ha vietato la vendita di alcuni prodotti in plastica monouso.

“Iniziative come queste mostrano che ognuno può fare la differenza, facendo pressione su governi e multinazionali perché si facciano carico di questa grave crisi ambientale. Invitiamo tutti gli amanti del mare a partecipare all’iniziativa Plastic Radar di Greenpeace segnalando la presenza di rifiuti di plastica in mare via Whatsapp al numero +39 342 3711267” dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

Leggi i risultati recenti di pulizia e catalogazione dei rifiuti condotti in Asia: http://www.no-burn.org/philippine-top-polluters/

 

Exit mobile version