Giorno di festa di Tati in versione restaurata al Cityplex di Terni

Giorno di festa

Si chiude la prossima settimana l’omaggio a Tati con la proiezione al Cityplex di Terni del suo primo lungometraggio, Giorno di festaLunedì 27 giugno alle ore 20:15 introduzione al film a cura di Sentieri del Cinema e a seguire proiezione della versione restaurata.

Il film sarà in programmazione anche il 28 e il 29 giugno.

Siamo davvero programmati per la velocità?

Viviamo in un mondo veloce, dove il tempo sembra via via contrarsi, dove siamo chiamati a rispondere in tempi sempre più brevi a un’infinità di stimoli e richieste. Dimentichiamo così che il cervello è una macchina lenta e nel tentativo di imitare le macchine veloci, andiamo incontro a frustrazioni e affanni.

È quel che si trova a sperimentare il portalettere François, protagonista di Giorno di festa, allorché tenta di imitare il metodo di lavoro rapido e acrobatico dei postini americani correndo in modo forsennato sulla sua bicicletta, lanciando lettere e pacchi quasi a caso. L’effetto è esilarante non solo per i disastri che François così facendo combina, ma anche e soprattutto per il contrasto stridente tra la moderna e inutile frenesia da lui adottata per spirito di emulazione e senso di inadeguatezza, e il contesto lento e rurale in cui agisce, quello di un paesino francese circondato da campi di grano in cui l’attrazione annuale è la fiera, i bambini corrono dietro ai cavallini di legno della giostra, gli adulti si intrattengono al bar che affaccia sulla piazza. I suoi compaesani che rischiano di vedere compromesso l’intero servizio postale, saranno costretti ad ammettere che François, quell’uomo lento, flemmatico persino, ma così tanto generoso e gentile, pronto a tendere sempre una mano al prossimo, desideroso di risparmiare a tutti sofferenze e fatiche, è il migliore postino e concittadino che potessero avere.

C’è un vecchio detto popolare che recita: «Respira prima di parlare». Nell’attimo del respiro, c’è il riconoscimento del valore della lentezza, la sola capace di farci ascoltare le ragioni degli altri prima di esporre le nostre, di condurci al vero dialogo e a una vera ricerca di reciproca conoscenza.

Coltivare il valore della lentezza e approdare così a un nuovo umanesimo: è quello che Tati ci invita a fare attraverso questo film, ed è anche per questo che lo amiamo così tanto.

Post correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi