“Greta e le favole vere”: al Giffoni la favola ecologista di Berardo Carboni

greta e le favole vere

Sarà presentato in anteprima Fuori Concorso alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival il nuovo film di Berardo Carboni, Greta e le favole vere, in arrivo nelle sale italiane dal 6 agosto con Vision Distribution. Un’opera che sceglie il linguaggio universale della favola per affrontare uno dei temi più urgenti e divisivi del presente: il rapporto tra uomo e natura.

Prodotto da Pegasus con Rai Cinema, QMI e Vision Distribution, il film è stato realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e in collaborazione con Sky. Nel cast compaiono nomi molto amati dal pubblico come Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore, insieme a Darko Peric, Federico Cesari e Demetra Bellina. Accanto a loro i giovani protagonisti Mattia Garaci e Sara Ciocca, affiancati da Giovanni Visentin, Federico Rosati, Alba Amira Ramadani e Roberta Palumbo.

Al centro del racconto c’è Greta, interpretata da Sara Ciocca: una bambina di dieci anni che osserva il mondo con uno sguardo limpido, diretto, incapace di accettare passivamente le ingiustizie. Ispirata dalle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg, comprende che non basta più indignarsi: bisogna intervenire. Insieme all’amico Sauro, interpretato da Mattia Garaci, decide così di liberare un cucciolo di orso polare prigioniero di due bracconieri. Un gesto impulsivo, quasi infantile, che però innesca una fuga senza ritorno.

Da quel momento il film si trasforma in un viaggio avventuroso e simbolico, dove i due ragazzi tentano un’impresa impossibile: riportare l’orso al Polo Nord. Tra pericoli, incontri inattesi e prove di coraggio, Greta e Sauro affrontano un percorso di crescita che li costringerà a scegliere continuamente tra paura e responsabilità.

Carboni costruisce il film come una favola contemporanea dal messaggio esplicito, senza rifugiarsi nell’ambiguità. «Greta e le favole vere è una favola su argomenti di massima urgenza e attualità», spiega il regista, sottolineando la volontà di offrire ai più giovani uno strumento per sviluppare uno sguardo critico sul mondo. Un cinema che non si limita a osservare la realtà, ma prova a immaginarne una diversa.

«Oggi il compito del cinema non è solo mostrare la realtà, ma contribuire a inventarne una nuova, proporre ipotesi, non solo dubbi», aggiunge Carboni, rivendicando per il racconto cinematografico una funzione quasi educativa e visionaria.

Il film sceglie infatti di recuperare la semplicità delle favole classiche, quelle che distinguevano chiaramente il bene dal male e non avevano paura di prendere posizione. In un panorama spesso dominato dal cinismo e dal disincanto, Greta e le favole vere rimette al centro parole che sembrano fuori moda ma che restano essenziali: amicizia, coraggio, responsabilità.

E forse è proprio qui la forza del film. Nel ricordare che certe storie, anche quando sembrano destinate ai più piccoli, parlano in realtà a tutti. Perché il rischio più grande, oggi, non è sbagliare. È restare immobili a guardare.

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