Identità e Memorie: a Todi la fotografia racconta il valore della cura

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Esiste un filo sottile e preziosissimo che lega le generazioni: è quello della memoria, che si fa carne e sguardo nelle storie di chi ha costruito il nostro presente. Su questo solco si inserisce la mostra fotografica “Identità e Memorie – Un percorso di incontri, narrazione e fotografia”, che sarà inaugurata sabato 11 aprile, alle ore 16.00, presso la sede dell’A.P.S.P. Letizia Veralli, Giulio e Angelo Cortesi in Viale Tiberina a Todi.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Presidente dell’Azienda, Dott. Mario Ciani e dal Consiglio di Amministrazione, rappresenta un vero e proprio viaggio antropologico all’interno della Residenza. Attraverso una serie di ritratti in bianco e nero e brevi testi narrativi, la mostra mette al centro le persone che abitano la struttura, trasformando gli spazi della cura in un luogo di incontro tra la comunità interna e quella esterna.
L’obiettivo è ambizioso: abbattere le mura simboliche che spesso circondano le residenze per anziani per restituire dignità e voce a biografie che meritano di essere ascoltate. In un’epoca di velocità e immagini digitali spesso effimere, la scelta del bianco e nero e della narrazione scritta invita il visitatore a una sosta, a un dialogo silenzioso con gli sguardi di chi custodisce l’identità del territorio. La partecipazione della cittadinanza non è dunque solo un atto di cortesia, ma un’occasione per riflettere sui temi dell’inclusione sociale e della memoria come bene comune.
Una missione che affonda le sue radici in una storia secolare di solidarietà cittadina. L’attuale Azienda Pubblica di Servizi alla Persona trae infatti origine dal testamento olografo di Angelo Cortesi del 1902. Eretto in Ente Morale con decreto luogotenenziale del 9 dicembre 1917, l’istituto nacque con lo scopo di provvedere all’assistenza dei poveri inabili al lavoro, mantenendo nel tempo un’amministrazione autonoma. Oggi la APSP, diretta da un Consiglio di cinque membri nominati dal Sindaco di Todi, svolge come attività istituzionale l’esercizio di Residenza Protetta per persone non autosufficienti, confermandosi uno spazio vivo di narrazione dove ogni ruga e ogni racconto sono tasselli fondamentali della storia cittadina collettiva.

Maria Vittoria Grotteschi

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