L’infelicità’ III (AMO A.M.U.)

giacinto cerone islamabad

Ieri era il 20-5-25/happy birthday honey/demanio di rimpianto
Quasi un anno senza senso/sfiniti e sinistri mesi sfidanzati e sfiancanti
Senza lei respiro male/senza lei quasi spiro/non dovesse passarmi più
Rombi e spirali ed esangui esagoni mi intasano la mente/sfaldano il mio io demente
E si sfilano le maglie/del mio regio grigiore tutto smagliature
Ti ho scritta e descritta dai cavalli alla Milonga/amata e cantata dalla treccia alle caviglie
Più che sintonia e intesa e sincronia/un miracolo da anelli olimpionici di simbiosi
Se Todi si scrivesse T’odi ti ascolteresti di più/e pensavo mi amassi di più
Hai buttato il mio cuore a marcire nel Naia/reso ameba dal retaggio
Dei grassi sensi di colpa miei/del mio essere inesorabilmente fuori lignaggio
In tutto ciò ho ancora spazio/per il perdido amor/che fatale mi annienta e rallenta
E’ dolce come me la nuova persona?
Vedi quando lo scrupolo ti si ritorce contro/dove lo stupido che è in me
Muta il garbo in dolo/il rispetto in sospetto/la verità in omissione
Un anno già/come un giorno oppure un secolo/senza Anthea senza benza senza sensi
Senza più ormai una musa/che riscaldi i miei versi alla rinfusa/nel mio freddo letto vuoto
Son sicuro che stai bene/il risentimento aiuta/non mi curo e morirò/l’abbattimento aiuta
E’ come tutto muto lento trattenuto/il sentimento è altra cosa/è quello del torna da me
E mi baci forte sulla bocca/e banchetto nei tuoi occhi/e nei tuoi fianchi/e ci abbocco
Gonfio come un rospo/di spore e rimpianti/di rimorsi non ne ho/ti ho amata veramente
Vedrai invecchiando per toccare certe corde tocca indulgere
Perdonare le vanità/le indecenze delle debolezze/triturati stretti come eravamo
Nella performance sghemba/della sfrenata tragica nostra/parte in commedia
Ancora mi pensi qua e là?/con odio va bene/mi basta quell’odio/e non mi bastavi mai
Anthea – Athena/più rabbia che saggezza/neanche la mia lettera per capire
Pensavo solo mi manchi/ti amo farò ciò che vuoi/volevo solo dirti sì/amore mio
Alla mia età/non pensavo/cercavo solo il giusto/con il miglior dannato gusto
Non c’era inganno/non c’è mai stato/solo estatico affanno
Rana di Giordania/e Rula Jebral perdono/sono i tuoi i tratti egizi e semiti e persiani
Serotonine e lese maestà ci han visto lodati e smodati/coregoni e lenzuola di lino
Stavamo rodati/sei anni sul serio/d’amore d’avvero/avverato davvero
Ogni senso a fior di pelle/tutto il cuore a pelle d’oca/spalancati traboccanti
Rinati e strabordanti/tutto questo non può/non essere vero
Non erano rovi/ma rose terme calde e olio a casse/cene al lago o fra i marmi del forte
Ancora mi possiede/la botta che ho per te/mi chiedevi solo di trasferirmi in città
Non ricordo perché/dissi di no/me lo chiedo ogni minuto/ogni volta che ti penso
Pensami con odio/quando passi a Jacopone/sentirò come una brezza di carezza
Da Rapolano o da Bolsena

Matteo Boetti

In foto: Giacinto Cerone, Islamabad, 2002, ceramica smaltata, cm 73x41x26

collage matteo boetti

Matteo Boetti ( Torino, 1969 ) Dal 2014 ha pubblicato quattro raccolte di poesia, la quinta sarà edita entro il 2025. Dal 1993 ha fondato e diretto sette gallerie di arte contemporanea tra Roma e Todi. L’ultima è sita in via del Duomo, 12,15,17 – Todi. Ha inoltre realizzato due cd musicali e suonato dal vivo al Todi Festival 1997. Nel 1999 ha scritto e prodotto un docu-film di arte contemporanea per Stream Tv/ Rai Sat Arte, nonché scritto e diretto una pièce teatrale per il Todi festival 2021. Dal 1998 è Presidente dell’Archivio Alighiero Boetti.

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