Nel cuore pulsante di Seoul, circondato da grattacieli, traffico e quartieri commerciali, il Tempio Jogyesa rappresenta uno dei luoghi più significativi della Corea del Sud per comprendere l’anima del Paese. Sede principale dell’Ordine Jogye, la più importante scuola del Buddhismo coreano, il tempio è oggi un punto di riferimento religioso, culturale e storico.
Lo sguardo viene immediatamente catturato dall’imponente tetto in legno, riccamente decorato secondo l’antica tecnica del dancheong: un intreccio di motivi geometrici e floreali nei colori verde, rosso, blu e oro che, oltre al valore estetico, simboleggiano armonia, protezione e l’equilibrio tra uomo e natura. Ogni dettaglio racconta secoli di maestria artigianale e di spiritualità.
L’atmosfera è sorprendente. A pochi metri dagli edifici della finanza e della tecnologia, il tempio offre uno spazio di silenzio e meditazione dove fedeli e visitatori condividono un’esperienza di raccoglimento. È uno dei contrasti più affascinanti di Seoul: una metropoli proiettata verso il futuro che conserva con naturalezza le proprie radici culturali.
Jogyesa è anche il centro delle principali celebrazioni buddhiste coreane, in particolare della festa dedicata alla nascita del Buddha, quando migliaia di lanterne colorate trasformano il complesso in uno spettacolo di grande suggestione.
Visitare questo luogo significa entrare in contatto con una Corea meno conosciuta, fatta di simboli, rituali e rispetto per la tradizione. Un’esperienza che va oltre la semplice visita turistica e permette di cogliere uno degli elementi più profondi dell’identità culturale coreana: la capacità di far convivere modernità e storia, innovazione e spiritualità, senza che l’una prevalga sull’altra.
Fabrizio Ricci Feliziani
