“La grazia della fragilità”: arte contemporanea in dialogo con i grandi maestri

la grazia della fragilità

Dal 21 marzo al 4 aprile 2026 la Pinacoteca Comunale di Città di Castello apre i suoi spazi alla mostra “La grazia della fragilità”, un progetto espositivo che riunisce alcuni tra i più significativi interpreti dell’arte contemporanea italiana. L’esposizione sarà allestita nella suggestiva Manica Lunga del Palazzo Vitelli alla Cannoniera, uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina.

La sede museale custodisce capolavori di grandi protagonisti della storia dell’arte come Raffaello Sanzio, Luca Signorelli e Domenico Ghirlandaio, fino ai maestri del Novecento come Renato Guttuso, Giorgio de Chirico e Mario Mafai. In questo contesto ricco di storia si inserisce un percorso contemporaneo che invita il pubblico a riflettere su uno dei temi più profondi dell’esperienza umana: la fragilità.

Un viaggio interiore attraverso l’arte

La mostra propone quattro sezioni monografiche dedicate agli artisti ADGART (Antonello Diodato Guardigli), Fernando M. Diaz, Carlo Gasperoni e Peter Nussbaum, affiancate da una sezione collettiva con opere dei maestri Marco Bettocchi, Franco Carletti, Silvana Landolfi, Liliana Scocco Cilla, Fedora Spinelli e Nazzareno Tomassetti.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio intimo e simbolico, dove la fragilità non viene interpretata come debolezza, ma come chiave di lettura per comprendere la contemporaneità. In un’epoca dominata da modelli di forza e potere, le opere suggeriscono una prospettiva diversa: quella di una vulnerabilità capace di generare empatia, compassione e relazioni autentiche.

La parola “fragilità”, dal latino frangere (“rompere”), viene riletta come condizione esistenziale che valorizza l’invisibile, l’effimero e tutto ciò che resta ai margini dell’attenzione sociale.

La visione curatoriale

La mostra è curata da Stefania Pieralice, coinvolta anche nella 61ª edizione della Biennale di Venezia Arte per il Padiglione Nazionale Guatemala. Secondo la curatrice, riconoscere la propria fragilità significa imparare ad attraversarla senza paura: una consapevolezza che libera dall’illusione della perfezione e apre a una vita più autentica e attenta agli altri.

Linguaggi artistici tra spiritualità e identità

Nel percorso espositivo, ADGART trasforma dolore e perdita in un’esperienza catartica, dove la caducità della vita diventa simbolo di una forza eterna: quella dell’amore e della fede.

La pittura di Fernando M. Diaz affronta invece il tema dell’identità attraverso scenari sospesi e “non-luoghi” contemporanei, spazi anonimi privi di memoria che contrastano con i luoghi carichi di storia e relazioni.

Le composizioni astratte di Carlo Gasperoni esplorano una dimensione cosmica e naturale, fatta di cromie vibranti e topografie immaginarie che evocano un universo da riscoprire e proteggere.

Peter Nussbaum, infine, costruisce opere che sembrano vere e proprie architetture spirituali: geometrie armoniche e colori intensi diventano strumenti per indagare i misteri del cosmo.

Informazioni sulla mostra

L’inaugurazione è prevista sabato 21 marzo 2026 alle ore 16.00, alla presenza delle autorità del Comune di Città di Castello e con interventi critici dello storico dell’arte Daniele Radini Tedeschi e della curatrice Stefania Pieralice.

Periodo: 21 marzo – 4 aprile 2026
Orari: 10:00–13:00 / 15:00–18:00
Luogo: Palazzo Vitelli alla Cannoniera – Ala Nuova, Largo Monsignore G. Muzi 9/A

“La grazia della fragilità” si presenta così come un invito a rallentare lo sguardo e a riconoscere, proprio nella vulnerabilità umana, una possibile via di bellezza e consapevolezza.

Post correlati

One Thought to ““La grazia della fragilità”: arte contemporanea in dialogo con i grandi maestri”

  1. Cristiana muller

    L’arte di Carlo Gasperoni ci porta la felicità dei colori, GRAZIE. Criss

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.