Ha ufficialmente preso il via lo scorso 17 gennaio, con la cerimonia di apertura, l’anno di L’Aquila 2026 Capitale Italiana della Cultura, con il claim “un territorio, mille capitali”.
Emozione e commozione sono stati i sentimenti che hanno permeato la giornata inaugurale di L’Aquila 2026, non disgiunti dal profondo orgoglio di tutti gli aquilani che hanno partecipato, fieri della propria città e della propria forza caparbia, agli appuntamenti che hanno dato il via all’anno di Capitale italiana della Cultura.
Un percorso lungo, travagliato, complesso e non ancora terminato, quello che ha portato alla rinascita della città che, nonostante tutte le avversità “immota manet”, come recita il suo stemma, e sempre risorge più bella e amata.
Tra i maestosi palazzi tornati all’originale splendore ancora persistono le cicatrici, oltre la splendida piazza Duomo ed il Corso, salotto della città, tante sono le strade ancora deserte; il tessuto sociale, dopo tutti questi anni, va ricucito, e l’anno da Capitale Italiana della Cultura è sicuramente un ulteriore slancio per far sì che tutto l’impegno del popolo aquilano abbia ulteriore energia, impulso, visione del futuro.
La Cultura è la cura, come abbiamo sintetizzato nel titolo, questo è il messaggio che il Sindaco de L’Aquila emozionato e giustamente fiero, ha voluto lanciare non solo per L’Aquila, ma per tutto il territorio dell’Appenino, da qui la frase “un territorio, mille capitali”, che intende coinvolgere tutte le realtà montane tanto da spingersi fino a Rieti, amministrativamente separata, ma territorialmente legata alla città di Celestino V.
La cerimonia di inaugurazione di L’Aquila 2026 ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, oltre al padrone di casa, il Sindaco Pierluigi Bondi, mentre la parte artistica, sotto la direzione artistica del Maestro Leonardo De Amicis, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Giorgio Pasotti, Simone Cristicchi, Amara e Gianluca Ginoble che ha cantato una toccante e coinvolgente versione di “Amara terra mia” parte in italiano perte in dialetto, introdotti da Francesca Fagnani e Paride Vitale.
“Auguro a L’Aquila, su ricordo dei grandi uomini di cultura di queste terre – ha auspicato nel suo intervento il Presidente Mattarella – a tutti gli Abruzzesi, a quanti si impegneranno nel programma della Capitale della Cultura 2026, a coloro che vi faranno visita dalle altre regioni italiane, dai Paesi europei e da altri continenti, di contribuire a riempire sapientemente i vuoti di questo cambiamento d’epoca. Le arti, gli spettacoli, le iniziative a carattere educativo e culturale produrranno certamente opportunità per dare fiducia e per immetterla nella comunità”.
L’ufficialità della cerimonia della mattina ha poi lasciato lo spazio alla festa della città, alle luci dei droni che hanno dipinto in cielo tutte le eccellenze di L’Aquila, alla passeggiata del grande burattino luminoso Dundu lungo le vie del centro fino a culminare nel poetico e sognante spettacolo in Piazza Duomo, alla presenza di migliaia di persone, perché, come ha affermato il Presidente della Repubblica nel suo discorso, riprendendo una frase di Ovidio, “Una speranza, se le si presta fede per una volta, dura per lungo tempo”.
Benedetta Tintillini
