Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha partecipato nella serata di ieri al Teatro Luigi Pirandello alla cerimonia ufficiale di chiusura di Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025 e al contestuale passaggio di consegne con L’Aquila, insignita del titolo per il 2026.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, la presidente della Fondazione Agrigento 2025 Maria Teresa Cucinotta, rappresentanti delle istituzioni regionali e del Ministero della Cultura, oltre a numerosi esponenti del mondo culturale e artistico.
Nel suo intervento, Biondi ha ringraziato la città siciliana per il percorso svolto, definendo il passaggio di consegne «un gesto simbolico tra città che si riconoscono nella stessa responsabilità: trasformare la propria storia in energia per il futuro». Il progetto Agrigento 2025, intitolato “Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali”, ha posto al centro il rapporto tra individuo, comunità e ambiente, coinvolgendo l’intera provincia e l’isola di Lampedusa, spazio simbolico del Mediterraneo e del dialogo tra i popoli.
«Agrigento e L’Aquila sono città diverse, ma accomunate da una cultura che nasce dai margini e sa parlare al cuore della Nazione – ha sottolineato Biondi –. Agrigento ha raccontato una classicità viva e responsabile; L’Aquila si prepara a raccogliere questo testimone con il progetto della città multiverso, per essere la prima vera Capitale diffusa d’Italia».
Il sindaco aquilano ha poi richiamato il ruolo centrale delle giovani generazioni, evidenziando come la cultura rappresenti uno strumento decisivo per affermare il diritto di restare, creare opportunità e costruire comunità attrattive e inclusive. «Investire nella cultura – ha spiegato – significa generare un ecosistema capace di offrire ai giovani non solo occasioni di espressione, ma anche prospettive concrete di crescita personale e professionale nei territori in cui scelgono di vivere». In questo contesto, Biondi ha citato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel discorso di fine anno ha invitato i giovani «a non rassegnarsi, a essere esigenti e coraggiose nel costruire il proprio futuro».
La cerimonia si è conclusa con il momento simbolico del passaggio di consegne: il sindaco dell’Aquila ha posto al polso del sindaco Miccichè il braccialetto di Capitale della Cultura e ha ricevuto il testimone che accompagna ufficialmente L’Aquila verso il 2026.
Nel salutare la comunità agrigentina, Biondi ha infine rivolto un invito aperto alla città e ai cittadini di Agrigento a partecipare all’avvio dell’anno di Capitale italiana della Cultura dell’Aquila, il prossimo 17 gennaio, giornata inaugurale che vedrà una serie di celebrazioni ufficiali alla presenza del presidente della Repubblica e del ministro della Cultura Alessandro Giuli. «Dal Mediterraneo all’Appennino corre un filo culturale che tiene insieme l’Italia – ha concluso – L’Aquila raccoglie questo testimone con orgoglio e senso di responsabilità, nella convinzione che la cultura sia una politica pubblica e una leva di futuro».
L’Aquila 2026, il passaggio di consegne ad Agrigento
