Un nuovo modo di vivere uno dei monumenti simbolo di Roma prende forma con “L’Ara si rivela”, il progetto multimediale che dal 27 marzo 2026 anima il Museo dell’Ara Pacis, offrendo a cittadini e turisti un’esperienza immersiva capace di coniugare tecnologia, ricerca scientifica ed emozione.
Il percorso conduce alla scoperta dell’Ara Pacis, il monumento voluto dal Senato romano per celebrare Ottaviano Augusto, restituendone non solo la storia, ma anche l’antico splendore cromatico attraverso un sofisticato sistema di videomapping.
Un racconto che prende vita
“L’Ara si rivela” non è una semplice visita, ma un vero e proprio viaggio nel tempo. Grazie a una narrazione avvolgente, accompagnata da musiche e suggestioni sonore, i visitatori attraversano le diverse epoche del monumento: dalla sua origine in età augustea fino alla riscoperta in epoca moderna.
Le “voci” dell’Ara Pacis – collezionisti rinascimentali, restauratori, archeologi – rivivono attraverso cuffie audio in italiano e inglese, mentre i bassorilievi si animano con effetti visivi e giochi di luce che ne esaltano i dettagli, rendendo leggibili scene e simboli spesso invisibili a occhio nudo.
Tecnologia e ricerca al servizio dell’arte
Il cuore dell’esperienza è un sistema avanzato di videomapping dinamico, basato su otto videoproiettori 4K laser e un mediaserver in grado di sincronizzare immagini, luci e suoni. Le proiezioni, calibrate in tempo reale, permettono di ricostruire l’ipotesi della policromia originaria del monumento, frutto di anni di studi scientifici.
Le colorazioni sono state definite grazie ad analisi di laboratorio e confronti con la pittura romana, in particolare pompeiana, oltre a ricerche sulle architetture antiche. Un contributo fondamentale arriva anche dallo studio botanico che ha identificato oltre 50 specie vegetali raffigurate nei fregi.
Quattro tappe tra mito e storia
Il percorso di visita, della durata di circa 45 minuti, si articola in quattro momenti principali. Si parte dal fronte dell’altare, dove vengono raccontate le origini di Roma e della gens Iulia, con figure emblematiche come Enea e i gemelli Romolo e Remo.
Si prosegue lungo i fregi Nord e Sud, dove prende forma la solenne processione imperiale: sacerdoti, magistrati e membri della famiglia di Augusto sfilano in un racconto corale che restituisce la dimensione politica e religiosa dell’epoca.
All’interno dell’ambulacro, il visitatore scopre il lato più simbolico del monumento: dalla figura di Tellus, allegoria della fertilità, alla dea Roma, fino allo straordinario fregio vegetale, un trionfo di natura e vita popolato da animali e piante ricchi di significati simbolici.
L’ultima tappa conduce invece alla storia moderna dell’Ara Pacis: dal lungo oblio sotto terra alla riscoperta rinascimentale, fino agli scavi tra Ottocento e Novecento che hanno restituito il monumento alla città.
Un progetto per il pubblico di oggi
Promosso da Roma Capitale e realizzato con il supporto della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e di Zètema Progetto Cultura, il progetto rappresenta un esempio virtuoso di valorizzazione del patrimonio.
Come sottolineato dal sindaco Roberto Gualtieri, si tratta di “un modo nuovo di conoscere uno dei monumenti più importanti della storia di Roma”, capace di avvicinare il pubblico grazie a tecnologie innovative e a un racconto coinvolgente.
Informazioni utili
Le visite si svolgono nelle serate di venerdì, sabato e domenica, con turni a numero limitato (massimo 25 persone) e prenotazione consigliata online. L’esperienza è accessibile anche a persone con disabilità motoria.
Con “L’Ara si rivela”, Roma rinnova il dialogo tra passato e presente, trasformando la visita a un capolavoro dell’antichità in un’esperienza sensoriale e narrativa capace di sorprendere e coinvolgere.
