A Tarzo il leone Alato di Marco Martalar, la più grande scultura in legno del mondo, celebra identità, natura e rinascita
Nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Mondiale UNESCO, sorge un’opera monumentale che unisce arte contemporanea, memoria collettiva e paesaggio: Il Leone Alato realizzato dallo scultore Marco Martalar.
Alta oltre sette metri e lunga dieci, la scultura domina la riva del Lago di Revine, diventando un nuovo simbolo del territorio e un punto di riferimento per visitatori e appassionati di arte ambientale.
Un gigante di legno nato dalla tempesta Vaia
Il Leone Alato è la più grande scultura in legno al mondo raffigurante il simbolo veneziano. È stata realizzata con oltre tremila pezzi tra radici e tronchi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018, insieme a tralci di vite provenienti dai vigneti locali.
L’opera si inserisce nel linguaggio della Land Art, dialogando con l’ambiente circostante e trasformando materiali destinati allo scarto in un potente messaggio di resilienza e rinascita.
Un simbolo di identità e sostenibilità
Voluto dall’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, il Leone Alato rappresenta molto più di un’attrazione artistica. È un atto di tutela della memoria e di promozione dell’orgoglio collettivo, incarnando valori di forza, sostenibilità e legame con il territorio.
Il leone richiama la tradizione della Serenissima e il ruolo storico di boschi e corsi d’acqua come vie di comunicazione verso Venezia, evocando l’identità culturale veneta in una chiave contemporanea.
Dove si trova e come raggiungerlo
L’opera si trova a Tarzo, in località Fratta, affacciata sul Lago di Revine. È visitabile tutto l’anno e facilmente raggiungibile:
In auto: indicazioni per Fratta di Tarzo, con percorso ben segnalato
In treno: stazioni più vicine Conegliano e Vittorio Veneto
In autobus: collegamenti locali (consultare Mobilità di Marca per orari e linee)
Grazie alle sue dimensioni monumentali, il Leone è visibile già da lontano e l’area offre punti di sosta ideali per famiglie e visitatori.
Marco Martalar: l’arte che nasce dalla natura
Originario dell’Altopiano di Asiago, Marco Martalar è noto per le sue sculture monumentali realizzate con legni di recupero – pini, larici e faggi – trasformati in opere che restituiscono vita a materiali segnati dagli eventi naturali.
Il Leone Alato rappresenta una delle sue creazioni più significative: un’opera in cui arte e natura si fondono per celebrare l’ambiente, la memoria e la tradizione locale.
Un nuovo simbolo per il territorio
Oggi il Leone Alato è diventato una meta culturale e paesaggistica, capace di attrarre visitatori e raccontare una storia di rinascita dopo la devastazione della tempesta Vaia.
Un’opera che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura e che, con la sua imponenza silenziosa, continua a custodire e trasmettere l’identità di un territorio unico al mondo.
