Libri. Influencermania: analisi di un fenomeno mediatico

influencermania

Per i più (me compresa) la parola “influencer” evoca subito l’immagine di Chiara Ferragni. Omar Rossetto e Mariaisabella Musulin nel loro libro “Influencermania” spiegano la portata del fenomeno nato in un web che si sviluppa alla velocità della luce.

Un saggio, un manuale, una raccolta di testimonianze: è questo in sintesi “Influencermania”, il libro edito da Hoepli i cui autori Omar Rossetto e Mariaisabella Musulin collaborano nell’agenzia di marketing Velvet Media.

Un fenomeno, quello degli influencer, che nasce in Instagram e che cambia (per l’ennesima volta) le regole del gioco delle strategie di marketing digitale. Il libro ne racconta l’evoluzione, ne analizza casi e raccoglie testimonianze dei “protagonisti” che, nella maggior parte dei casi, hanno visto nascere e svilupparsi un’opportunità di business da una semplice passione.

Ma quando il fenomeno scoppia in tali dimensioni bisogna analizzarlo bene, impararne i meccanismi e farne uno strumento di promozione stando attenti a non caderne nei “tranelli”. Profili fake, “traffico” di like non organici, mancanza di etica da parte dei profili Instagram possono provocare, nel caso di una strategy di digital marketing non molto oculata ed attenta, esiti indesiderati al punto da inficiare la reputazione del brand.

“Influencermania” vuole essere un vero e proprio vademecum per orientarsi in questo fenomeno che è anche ottima opportunità di marketing per le aziende, sia per le multinazionali sia per le piccole realtà.

Ma il web si sviluppa con ritmi insostenibili e, forse, proprio in questo momento, nuovi fenomeni si stanno profilando all’orizzonte.

Abbiamo imparato che non c’è niente di più reale del virtuale e questo caso non fa eccezione: gli autori, infatti, devolvono le loro royalties derivanti dalla vendita del volume “Influencermania” a favore dell’Associazione Vicenza for Children, un’associa­zione di volontariato che supporta i bambini di ogni età e con qualsiasi tipo di problematica, ricoverati presso l’ospedale San Bortolo di Vicenza, e le loro famiglie.

Benedetta Tintillini

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