Con Miti in Jazz. Eco degli dèi, voci di eroi, Marcello Sebastiani firma un’opera originale e ambiziosa, capace di intrecciare due universi solo apparentemente lontani: la mitologia classica e la storia del jazz. Il risultato è un saggio narrativo che supera i confini della musicologia e della divulgazione mitologica, proponendo una riflessione profonda sulla natura dell’uomo, dell’arte e della creatività.
Fin dalla presentazione, l’autore chiarisce il filo conduttore del volume: il mito e il jazz condividono una comune origine nell’oralità, nell’improvvisazione e nella capacità di custodire e trasmettere emozioni, simboli e insegnamenti universali. Il jazzista diventa così una sorta di moderno eroe mitologico, capace di trasformare il dolore e le contraddizioni dell’esistenza in linguaggio artistico.
Il libro è articolato in tredici capitoli, ciascuno dedicato a un mito – da Kore e Persefone a Piramo e Tisbe, da Orfeo a Pigmalione fino a Väinämöinen – che dialoga con le vicende umane e artistiche di grandi protagonisti del jazz come Charlie Parker, Thelonious Monk, Billie Holiday, Chet Baker e Charles Mingus.
L’aspetto più interessante dell’opera risiede proprio in questa costruzione parallela. Sebastiani non si limita a raccontare le biografie dei musicisti, ma le interpreta attraverso archetipi mitologici, individuando corrispondenze simboliche tra le discese agli inferi degli eroi antichi e i tormenti interiori degli artisti contemporanei. Charlie Parker diventa così una figura che attraversa il proprio Erebo personale, mentre Billie Holiday incarna una moderna Persefone, sospesa tra luce e oscurità.
Lo stile è ricco, colto e fortemente evocativo. Le citazioni da Omero, Esiodo, Ovidio, Jung e Lévi-Strauss convivono con riferimenti alla storia del jazz, alle registrazioni leggendarie e alle testimonianze dei grandi musicisti, dando vita a una narrazione densa ma sempre coinvolgente. L’autore dimostra una solida preparazione sia nell’ambito della cultura classica sia nella storia della musica afroamericana.
L’opera non è però destinata esclusivamente agli appassionati di jazz. È un libro che può interessare chiunque ami la letteratura, la filosofia, la psicologia del profondo e il simbolismo. Il jazz diventa infatti una metafora dell’esistenza, così come il mito continua a rappresentare uno strumento privilegiato per interpretare le passioni, le fragilità e le aspirazioni dell’essere umano.
Miti in Jazz è, in definitiva, un libro che invita a leggere la musica attraverso il linguaggio eterno dei simboli e a rileggere i miti alla luce delle vite straordinarie dei grandi jazzisti. Un saggio raffinato, originale e culturalmente ricco, che riesce a coniugare rigore, sensibilità narrativa e profonda passione per due patrimoni universali: il mito e il jazz.
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