Todi. UNU Unonellunico presenta Lucy MacGillis: C’era una volta un frate

lucy mcgillis

UNU unonell’unico propone la mostra di Lucy MacGillisC’era una volta un frate, che sarà inaugurata Venerdì 8 Dicembre 2017 alle ore 17:17 presso il suo spazio espositivo di via Mercato Vecchio, 16 a Todi (Perugia).

L’esposizione, che sarà visibile fino a Sabato 6 Gennaio 2018, è un omaggio alla figura di Jacopone da Todi (1230-1236? – 1304-1306?), uno dei più grandi poeti della letteratura italiana di sempre e uno dei francescani più affascinanti nella storia dell’Ordine minoritico sullo scorcio del XIII secolo.

La scelta di proporre l’artista americana Lucy MacGillis, residente in Umbria da anni, persegue l’intento di Carlo Primieri – ideatore dello spazio e della mostra – di far dialogare culture diverse e di mostrare come un artista contemporaneo si relazioni con il sacro e la figura di Jacopone.

L’installazione site specific si sviluppa al centro dello spazio con una tela unica lunga 4 metri. Su un lato è raffigurato Jacopone in posizione di preghiera che chiede grazia a papa Bonifacio VIII per revocare la scomunica con sullo sfondo il panorama a nord di Todi e sul retro Jacopone nella sua solitudine mistica, un uomo nudo e tormentato.

Partendo dai pochi dati autobiografici certi, Lucy MacGillis ha allargato il tema d’indagine non solo alla figura del frate ma a tutta la comunità Tuderte e a come la città si relazioni oggi a una personalità così importante. Da sempre interessata al lato oscuro degli uomini, l’artista ha cercato di indagare l’aspetto psicologico dell’uomo nella sua conflittualità interiore ben espressa nel Laudario:
“O vita de Iesù Cristo,    specchio de veretate!
O mea deformetate    en quella luce vedere!

Parìame esser chevelle,    chevelle me tinìa,
l’oppinione c’avìa    facìam’esser iocondo;
guardanno en quello specchio    la luce che n’oscìa,
mustrò la vita mia    che iacìa nel profondo;
vìnneme planto abundo, vedenno esmesuranza,
quant’era la distanza ‘nfra l’essere e ‘l vedere.”

Catalogo in galleria con testo del prof. Enrico Menestò.

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