Luigi Serafini dona a Fondazione Perugia un’opera tra memoria, paesaggio e affetti

luigi serafini

Un gesto di straordinario valore artistico e simbolico arricchisce il patrimonio culturale umbro: Luigi Serafini ha donato alla Fondazione Perugia l’opera In viaggio verso Amelia, 11 km a Ovest di Narni, che entrerà stabilmente nelle collezioni permanenti dell’istituzione.

La formalizzazione dell’atto di donazione è avvenuta alla presenza dell’artista e del presidente della Fondazione, Alcide Casini, segnando un’acquisizione di grande prestigio non solo per il valore internazionale dell’autore, ma anche per il profondo legame che l’opera intreccia con il territorio umbro, la memoria e la dimensione affettiva del paesaggio.

Realizzata nel 2025, l’opera nasce da un’esperienza personale e da un dialogo diretto con la storia dell’arte. Serafini, artista, architetto e designer tra i più originali della scena contemporanea, celebre in tutto il mondo per il visionario Codex Seraphinianus, ha costruito questo lavoro a partire dal celebre Ponte di Narni del pittore francese Jean-Baptiste Camille Corot, trasformandolo in una narrazione intima e universale.

L’opera è stata concepita nell’ambito della mostra internazionale Copistes, ospitata al Centre Pompidou-Metz, in collaborazione con il Musée du Louvre. Il progetto ha coinvolto artisti di diversi Paesi chiamati a reinterpretare capolavori delle collezioni del Louvre in chiave contemporanea.

Attraverso una tecnica mista che combina una cornice antica con stampe su tela e carta di cotone, In viaggio verso Amelia, 11 km a Ovest di Narni diventa un itinerario emotivo che attraversa l’Umbria, i ricordi d’infanzia e la memoria familiare. Un viaggio che, nelle parole dello stesso Serafini, prende forma da un’immagine custodita nel tempo: quella del paesaggio osservato dal finestrino di una Fiat 600 Multipla durante i viaggi estivi lungo la Via Flaminia, verso Amelia, per andare a trovare la nonna.

Un racconto personale che si fa riflessione poetica sul tempo, sul passaggio generazionale e sul valore dei legami familiari. Il paesaggio reale si intreccia con quello interiore, trasformando un’esperienza privata in una narrazione condivisibile e universale.

“Accogliamo con profonda gratitudine questo straordinario gesto di generosità da parte di Luigi Serafini”, ha dichiarato Alcide Casini, sottolineando come l’ingresso dell’opera nelle collezioni rappresenti “un arricchimento di grande valore” per la Fondazione e per l’intera comunità.

La donazione conferma il rapporto profondo tra Serafini e l’Umbria e rafforza il ruolo della Fondazione Perugia come luogo di conservazione, valorizzazione e dialogo tra patrimonio storico e ricerca artistica contemporanea. Un’opera che custodisce la memoria di un viaggio, di un paesaggio e di un legame affettivo destinato a parlare anche alle generazioni future.

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