Alla scoperta di Lusiana Conco e il Sentiero dell’Amore

lusiana conco

Ci sono luoghi che non si limitano a mostrarsi, ma scelgono di raccontarsi lentamente. Luoghi dove il paesaggio diventa linguaggio, dove i sentieri non conducono soltanto da un punto all’altro, ma attraversano emozioni, memoria e identità. È ciò che accade a Lusiana Conco (in provincia di Vicenza), il “balcone dell’Altopiano”, meta della gita di primavera organizzata da Italian Travel Press sull’Altopiano di Asiago 7 Comuni.

Tra pascoli che si aprono verso l’orizzonte, curve che sembrano disegnate dal vento e piccoli borghi di pietra sospesi nel silenzio della montagna, Lusiana Conco rivela la sua anima autentica: quella di un territorio che ha scelto il turismo lento come forma di futuro, senza dimenticare le proprie radici rurali e comunitarie.

Ad accompagnare i partecipanti lungo uno dei luoghi simbolo del territorio è stato l’architetto Diego Morlin, ideatore del Sentiero dell’Amore, percorso esperienziale che rappresenta forse la sintesi più intensa della filosofia di questa terra.

Il cammino inizia poco oltre Piazza Santa Caterina. A guidare i passi sono piccole frecce a forma di cuore, quasi discrete, come se il sentiero volesse essere scoperto senza clamore. Da subito si comprende che non si tratta di una semplice passeggiata escursionistica: il Sentiero dell’Amore è un racconto a cielo aperto, un percorso emozionale dove natura, arte e riflessione dialogano continuamente.

La difficoltà è facile, ma il percorso richiede attenzione e presenza: non è pensato per essere consumato velocemente, bensì vissuto.

Lungo il tragitto, le parole di Alda Merini, Pablo Neruda e Jacques Prévert emergono dai leggii in acciaio corten come sussurri nel paesaggio. Le canzoni di Fabrizio De André, le interpretazioni di Mia Martini e Francesca Michielin accompagnano idealmente il visitatore in una riflessione universale sull’amore: quello acerbo dell’infanzia, quello perduto, quello spirituale, quello rivolto alla natura e agli altri.

Le installazioni artistiche disseminate lungo il percorso — realizzate in legno, acciaio e pietra — non interrompono il paesaggio, ma sembrano nascere da esso. Ogni opera dialoga con il territorio e con la memoria collettiva della comunità. Nulla è gridato, tutto invita alla contemplazione.

È un sentiero che parla a tutte le età, capace di essere insieme didattico e profondamente umano. Un luogo dove il visitatore finisce inevitabilmente per interrogare anche se stesso.

E forse è proprio questa la forza di Lusiana Conco: la capacità di trasformare il territorio in esperienza.

Anche il nuovo logo del Comune racconta questa identità condivisa. Nato dalla fusione di Lusiana e Conco, il segno grafico unisce le due “N” in una linea sinuosa che ricorda i tornanti dell’altopiano e le strade che collegano i paesi, simbolo di una comunità che ha scelto di costruire insieme il proprio futuro.

Qui il tarassaco, pianta spontanea che cresce libera nei prati, è diventato ingrediente identitario e protagonista di una rassegna gastronomica dedicata, con menù completi che celebrano questa erba officinale trasformandola in esperienza culinaria. È il sapore semplice della montagna che incontra la creatività della cucina locale.

Lusiana Conco si trova infatti nel cuore dell’area di produzione dell’Asiago DOP, tra malghe e pascoli d’alpeggio dove il ritmo delle stagioni scandisce ancora il lavoro quotidiano. Le mucche al pascolo, i formaggi di malga e le eccellenze lattiero-casearie raccontano un’economia rurale che qui non è folklore, ma vita concreta e contemporanea.

A custodire questa memoria è anche il museo diffuso di Lusiana Conco, che conserva i saperi di una civiltà montana fatta di gesti antichi e manualità preziose. Tra queste, la lavorazione della paglia: intrecciata con pazienza per creare trecce utilizzate nella realizzazione di cappelli, borse e oggetti d’uso comune, testimonianza di una cultura capace di trasformare materiali semplici in identità.

Alla fine della giornata resta la sensazione di aver attraversato un luogo che non rincorre il turismo, ma lo accoglie con autenticità. Un territorio che invita a fermarsi, ad ascoltare, a camminare.

Perché a Lusiana Conco il viaggio non si misura in chilometri, ma nella capacità di lasciarsi toccare dalle storie che il paesaggio custodisce.

Benedetta Tintillini

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