Il Tevere è malato. Marevivo chiede un commissario per il risanamento

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A distanza di poche settimane, una nuova terribile moria di pesci nel Tevere a Roma dopo quella dello scorso 30 maggio, quando un numero altissimo di carcasse è stato trovato nel tratto del fiume che va da Castel Sant’Angelo a Ponte Marconi; lo scorso 5 luglio un nuovo episodio è avvenuto, dopo un’intensa pioggia, sul Lungotevere romano vicino al ponte Vittorio Emanuele II.

Marevivo e i Professori della Cattedra di Ecologia dell’Università Tor Vergata di Roma hanno chiesto con urgenza al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la nomina di un Commissario Straordinario per il risanamento del Tevere. È ovvio che al Commissario straordinario vanno attribuiti tutti i poteri necessari per far fronte ad un’emergenza non più sostenibile.

Questa nuova emergenza ci mostra solo la punta dell’iceberg di un enorme problema che non solo coinvolge la vita del fiume e del mare ma anche la salute umana dato che le acque vengono usate per l’irrigazione agricola.

La nostra azione continuerà, dice Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo con una richiesta di indagini alla Procura della Repubblica di Roma per sapere lo stato attuale della depurazione e degli scarichi delle acque che vengono abusivamente convogliati nel Tevere e soprattutto per ipotizzare i delitti di inquinamento e disastro ambientale”.

Inoltre verrà richiesta all’ISPRA una relazione tecnica esaustiva su questo fenomeno gravissimo.

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