Marta: targhe in braille per un turismo inclusivo

vivi e gusta marta targhe in braille

Marta, borgo sul lago di Bolsena, diventa pioniere del turismo inclusivo con targhe in braille sui monumenti. Un’iniziativa che unisce accessibilità, accoglienza e sviluppo sostenibile.

Un piccolo borgo affacciato sul lago di Bolsena si fa pioniere dell’accessibilità turistica. Marta, con poco più di tremila abitanti, ha scelto di trasformare la segnaletica in uno strumento di inclusione sociale ed economica grazie all’installazione di targhe in braille che permettono anche ai visitatori con disabilità visiva di scoprire le bellezze del paese.

L’iniziativa è stata promossa dalla Rete di imprese Visit Marta, in collaborazione con il Comune e con il sostegno della Regione Lazio, attraverso l’Avviso pubblico per il finanziamento dei programmi relativi alle Reti di Imprese tra Attività Economiche.

«Con questa azione abbiamo voluto mandare un messaggio chiaro – spiega Paolo Sassara, presidente della rete – Marta è un borgo che accoglie tutti, senza distinzioni. Le targhe in braille rientrano in un programma più ampio che mira a rendere il nostro territorio un modello di ospitalità e accessibilità».

Turismo inclusivo e nuove opportunità

Non si tratta solo di un gesto di sensibilità sociale, ma anche di una scelta strategica. «Il turismo accessibile rappresenta una risorsa importante – sottolinea Alessia Scali, manager della rete ed esperta di marketing territoriale –. I viaggiatori con disabilità tendono a muoversi anche fuori stagione e sono molto fedeli alle destinazioni che li accolgono in modo adeguato. Per Marta è una grande occasione di sviluppo sostenibile».

Le targhe in braille, installate nei principali punti di interesse e sui monumenti storici, offrono una vera e propria guida tattile: uno strumento che consente ai turisti non vedenti o ipovedenti di scoprire in autonomia la storia e le tradizioni del borgo.

Un borgo che guarda al futuro

Con questa iniziativa Marta si conferma un laboratorio di innovazione sociale e culturale, capace di coniugare la tutela del patrimonio con la modernità. Un esempio virtuoso per altri centri storici italiani che vogliano intraprendere un percorso di turismo inclusivo, trasformando l’accoglienza in un valore aggiunto e in una leva di crescita per l’intera comunità.

Post correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.