Sabato 6 giugno a Perugia il vernissage della nuova collezione “Vetro Imperfetto”. Un percorso artistico che trasforma il vetro in memoria, emozione e racconto attraverso sabbie, terre, pigmenti e richiami all’estetica giapponese dell’imperfezione.
Il vetro come custode di storie, la materia come linguaggio del tempo e l’imperfezione come forma di bellezza. È questo il cuore di “La Memoria del Vetro: un viaggio nel tempo tra spezie, terre e colori”, il nuovo progetto artistico di Lisa Falocci che sarà presentato sabato 6 giugno, dalle ore 17, negli spazi del Blueside Jazz Club di Perugia.
Un vernissage che si preannuncia come molto più di una semplice mostra. L’esposizione segna infatti il debutto della collezione “Vetro Imperfetto”, una serie di opere uniche nelle quali l’artista sperimenta un dialogo originale tra artigianato, ricerca materica e filosofia orientale, trasformando il locale perugino in una sorta di atelier alchemico contemporaneo.
Il vetro racconta il tempo
Protagonisti della mostra sono vasi in vetro ispirati all’immaginario alchimistico, reinterpretati attraverso un processo creativo che ne modifica profondamente l’aspetto originario. Lisa Falocci interviene sulle superfici con sabbie, terre, spezie e pigmenti naturali, costruendo strato dopo strato texture e rilievi che trasformano ogni oggetto in un pezzo irripetibile.
Il risultato sono opere dal forte impatto evocativo, che sembrano provenire da epoche lontane. Le superfici consumate, le cromie terrose e le irregolarità della materia richiamano reperti archeologici riemersi dal passato, segnati dal tempo e dalla trasformazione.
«La collezione “La Memoria del Vetro” nasce da un amore autentico per l’artigianato e per tutto ciò che riesce a raccontare una storia attraverso la materia», spiega l’artista. «Fin da ragazza ho coltivato una forte passione per il disegno, la pittura e la sperimentazione artistica. Negli anni mi sono avvicinata sempre di più al mondo degli acquarelli e della ricerca materica, sviluppando parallelamente un interesse per il recupero creativo e per il vetro, un materiale che ho sempre trovato affascinante per la sua delicatezza e capacità di dialogare con la luce».
La bellezza dell’imperfetto
Alla base del progetto c’è la filosofia giapponese del wabi-sabi, un’estetica che celebra il valore dell’imperfezione, dell’incompletezza e della transitorietà delle cose.
In contrapposizione alla ricerca della perfezione industriale e seriale, le opere di Falocci valorizzano le tracce del tempo, le porosità, le asimmetrie e le imperfezioni che rendono unico ogni manufatto. Elementi che non vengono nascosti, ma esaltati come testimonianza di una storia vissuta.
«L’incontro con la textured art, oggi molto presente nell’interior design contemporaneo, mi ha spinto a sperimentare superfici tridimensionali, rilievi e texture sempre più complesse», racconta ancora l’artista. «Da una prima collezione di tele materiche realizzate con inserti in vetro, il mio percorso si è poi evoluto fino ad applicare queste tecniche direttamente agli oggetti vitrei. Ogni pezzo nasce dalla stratificazione di terre, spezie, pigmenti e colori che si sviluppano attorno al vetro creando forme e consistenze irripetibili. Il vetro smette così di essere un semplice materiale e diventa memoria, emozione e racconto».
Un vernissage tra arte, musica e condivisione
La scelta del Blueside Jazz Club come sede dell’evento non è casuale. Da sempre luogo di incontro tra linguaggi artistici differenti, il club offrirà una cornice intima e raffinata alla mostra, valorizzandone il carattere sensoriale e contemplativo.
Il vernissage sarà accompagnato da un aperitivo e da una selezione musicale studiata per dialogare con le opere esposte, favorendo un’esperienza immersiva capace di coinvolgere i visitatori ben oltre l’aspetto visivo.
L’iniziativa si presenta così come un invito a rallentare, osservare e riscoprire il valore della materia e del tempo. Un’occasione per lasciarsi sorprendere da un vetro che perde la sua tradizionale trasparenza per trasformarsi in superficie narrativa, memoria tangibile e poesia dell’imperfetto.
Con “La Memoria del Vetro”, Lisa Falocci propone una riflessione artistica attuale e profonda, nella quale ogni segno, ogni crepa e ogni sfumatura diventano parte di un racconto che celebra la bellezza autentica delle cose vissute.
