“Migliore”, il monologo teatrale di Mattia Torre con Valerio Mastandrea, in scena al Teatro Morlacchi di Perugia: una riflessione ironica e feroce sul confine tra gentilezza e ribellione.
Da martedì 3 a giovedì 5 Febbraio, al Teatro Morlacchi di Perugia è andato in scena “Migliore”, monologo teatrale scritto e diretto da Mattia Torre con Valerio Mastrandrea.
Nel palcoscenico solo Valerio, le luci guidano con cambi e colori che sono l’unica ”scenografia “ ad assisterlo, lui padrone del palco con la voce di un testo esilarante, unico. Tanto comico quanto riflessivo.
Storia di un uomo normale e buono, Alfredo Beaumont, che vive una quotidianità in cui si sente “l’obbligo” di essere gentile, in cui sente “l’obbligo” di pensare agli altri, scusandosi quasi per essere presente… un altruismo malato che lo porterà a “creare” un incidente, leva che lo desterà dal torpore di una vita passata all’angolo… un avvocato …”tu lasciami fare…” che lo fa assolvere… e scatta la reazione all’infinito… farsi valere, non sopportare, non tollerare, dove c’era pazienza c’è reazione, dove c’erano parole gentili ci sono parole taglienti e dirette, dove c’era tolleranza c’è reazione anche fisica.Fino a dove ci si può spingere? “Perché il netturbino suona sempre a me alle 07.30?”
Tante le rivalse, ai limiti del cinismo, ai limiti della spietatezza.
Una linea sottile che pone la riflessione sul confine che c’è tra la gentilezza e la spregiudicatezza. Fino dove è giusto arrivare per farsi rispettare, dove si ferma il garbo e dove l’arguzia?
Un capolavoro lasciato da Mattia Torre, scritto per Valerio Masrandrea che non può far altro che essere magistrale in questa interpretazione che lo vede poliedrico e sfumato in poco più di sessanta minuti di risate e pensieri.
Ci consegna una meditazione tanto attuale quanto scontata, fin dove è giusto arrivare per farsi rispettare?
Siamo vittime di una società che calpesta la gentilezza fino a farla diventare emblema di idiozia?
Sonia Lustrino
