Milano: il Museo della Scala accessibile ai disabili

museo della scala

Il Museo della Scala migliora l’accessibilità  ai disabili e si prepara all’Expo

Accordo con Istituto dei ciechi, Ente Nazionale Sordi e la Fondazione Don Gnocchi

 

Il museo del Teatro alla Scala, che con i suoi 250.000 biglietti venduti ogni anno è il secondo più visitato di Milano, si prepara all’Expo 2015 con una serie di iniziative speciali dedicate, in particolare, ai disabili. Grazie a un accordo con l’Istituto dei ciechi, con la sezione milanese dell’Ente nazionale sordi e con la Fondazione don Gnocchi saranno infatti organizzate serate animate e visite speciali che includono, ad esempio, la possibilità di toccare le opere per i non vedenti e l’intermediazione di un’interprete per i non udenti.

Sono in programma anche concerti di musica da camera, rivolti a tutti, eseguiti sul pianoforte appartenuto a Franz Liszt e quattro mostre dedicate a Salvatore Fiume, alla Turandot, al rapporto tra cibo e musica lirica e alla storia del balletto alla Scala. L’ingresso per i disabili, ai quali verranno dedicate tre giornate al mese, sarà  gratuito, mentre per tutti gli altri il costo del biglietto è salito da 6 a 7 euro. Un aumento che servirà  a finanziare il restauro di alcuni strumenti musicali del museo come due pianoforti appartenuti a Giuseppe Verdi.

Il sovrintendente, Alexander Pereira, ha sottolineato che il teatro, negli ultimi anni, ha investito molto sul suo ruolo sociale aprendo le porte ai bambini e offrendo biglietti a prezzo dimezzato. Durante l’estate è in programma, tra l’altro, una “Cenerentola” dedicata ai bambini malati e disabili. Le iniziative del museo della Scala sono state presentate dal suo direttore Renato Garavaglia e da rappresentanti dei tre istituti per disabili coinvolti.

Rodolfo Masto, commissario dell’Istituto dei Ciechi, ha ricordato, in particolare, che i non vedenti sono tradizionalmente grandi appassionati di musica e hanno anche dei posti riservati nel teatro per un’antica consuetudine iniziata nell’Ottocento con la donazione all’Istituto di un palco da parte dell’arcivescovo di allora, Luigi di Calabiana.

 

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