Fondazione Arena di Verona celebra le prime cerimonie olimpiche in Arena con un manifesto “special edition” firmato da Milo Manara: un’opera che unisce arte, musica e sport verso Milano Cortina 2026.
Un’opera che intreccia arte e sport, musica e movimento, memoria e futuro. La Fondazione Arena di Verona rende omaggio a un evento destinato a entrare nella storia: per la prima volta, l’anfiteatro veronese ospiterà le cerimonie olimpiche, portando il suo profilo millenario al centro della scena mondiale. A celebrarne il valore simbolico è un disegno originale firmato da Milo Manara, maestro assoluto del fumetto e dell’illustrazione contemporanea, scelto come manifesto “special edition” del 103° Opera Festival.
“L’arte dello sport, opera senza tempo” è il sottotitolo ideale di un’immagine che richiama le cerimonie del 22 febbraio e del 6 marzo, appuntamenti che porteranno l’Arena di Verona nelle case di milioni di spettatori in tutto il mondo. Al centro del disegno, una pattinatrice danza sulle note dell’Inno alla Gioia di Beethoven, evocate da un pentagramma che si muove nello spazio, mentre l’Arena emerge come presenza iconica e solenne. Il tutto sotto un cielo stellato, tinto dei colori della città di Verona. Un’immagine potente e poetica, capace di raccontare l’incontro tra discipline diverse unite dalla stessa ricerca: bellezza, armonia, emozione dal vivo.
La consegna ufficiale dell’opera è avvenuta nella casa di Milo Manara, alla presenza del sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia e del vicedirettore artistico Stefano Trespidi. Presente anche Massimo Mamoli, direttore responsabile delle testate L’Arena e Bresciaoggi e direttore editoriale della Gazzetta di Mantova.
«L’immagine si è composta quasi da sola», racconta Manara. «Arena, musica e sport sono stati i temi di partenza. C’è una sola disciplina olimpica invernale che ha un legame diretto con la musica: il pattinaggio artistico, dove ogni atleta costruisce la performance sulle note e sul ritmo. Ho lavorato su una ricerca estetica del pentagramma, scegliendo come incipit l’Inno alla Gioia di Beethoven, con le battute che salgono e scendono, quasi speculari. Tutte queste idee si sono fuse in un’unica opera. Avevo già disegnato l’Arena in passato, ma è la prima volta che pubblico un disegno che ha l’anfiteatro come soggetto».
Un’opera che ha saputo cogliere appieno lo spirito del momento storico. «Desideravamo rendere omaggio alle cerimonie olimpiche e creare un manifesto che ricordasse per sempre questo passaggio storico in Arena», afferma Cecilia Gasdia. «Il maestro Manara ha realizzato un’opera magnifica: una ballerina-pattinatrice che unisce l’arte della musica e quella dello sport, con le note che volano e un cielo stellato che richiama tutti i grandi artisti che si sono esibiti sul palcoscenico areniano. Lasciamo ai posteri un ricordo straordinario. È stato un vero regalo».
Sottolinea Stefano Trespidi: «Dal dialogo con il maestro è nata un’opera di grande forza evocativa, destinata a restare nella storia della Fondazione e dei veronesi. Questo disegno diventa una edizione speciale del cartellone del 103° Opera Festival. Volevamo accompagnare questo tempo straordinario per la nostra Arena, sempre più teatro internazionale, e lasciare un segno a chi incontrerà le nostre cartoline e i nostri manifesti».
L’immagine è stata stampata su cartoline ricordo che saranno distribuite in tutto il nord Italia. Il manifesto “special edition” è visibile da oggi a Verona, Milano e Cortina, in un percorso ideale che unisce cultura, grandi eventi internazionali e territorio. L’opera vivrà anche in formato digitale, sui social e sul web, dove verrà raccontata la collaborazione con Milo Manara.
Un segno visivo destinato a durare nel tempo, che consacra l’Arena di Verona come luogo universale di incontro tra le arti e protagonista di un momento storico senza precedenti.
