L’Umbria partecipa da protagonista a Missione accessibilità, il programma formativo promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, co-progettato e ospitato dal Museo Egizio di Torino. Un percorso innovativo che coinvolge 250 direttrici e direttori dei luoghi della cultura italiani, chiamati a confrontarsi sul tema dell’accessibilità come valore strategico e leva di innovazione.
Per la prima volta, le figure apicali di musei, archivi e biblioteche nazionali partecipano insieme a un ciclo di incontri dedicati alla costruzione di un sistema culturale più inclusivo, sostenibile e capace di dialogare con pubblici sempre più diversificati. L’obiettivo è tradurre competenze e visioni emerse durante la formazione in pratiche concrete all’interno delle rispettive istituzioni.
L’iniziativa rientra nel programma Personeper, il primo piano nazionale di formazione per l’accessibilità nei luoghi della cultura italiani, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR Cultura 4.0. Il progetto è promosso dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e curato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
“Un cambiamento strutturale e duraturo”
«La formazione in tema di accessibilità culturale rappresenta una leva strategica per accompagnare musei, archivi e biblioteche verso una trasformazione strutturale e duratura», afferma Massimo Osanna, Direttore generale Musei del Ministero della Cultura. «Il corso Missione Accessibilità offre ai direttori una prospettiva critica e progettuale per rendere i luoghi della cultura sempre più inclusivi.»
Sulla stessa linea, Onofrio Cutaia, Commissario straordinario della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, sottolinea come il progetto costruisca «una comunità di pratica che riconosce nell’accessibilità un valore strategico, strutturale e permanente», fondata su scambio, dialogo e crescita condivisa.
L’Umbria in prima fila: ecco chi ha partecipato
All’appuntamento del 27 e 28 novembre – uno dei cinque previsti fino a febbraio 2026 – hanno preso parte le direttrici e i direttori delle principali istituzioni culturali umbre. Tra queste:
- Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria
- Galleria di Storia naturale CAMS dell’Università di Perugia
- Circuito museale del Comune di Spoleto e l’Ufficio Beni e attività culturali
- Biblioteche comunali “G. Carducci” e “G. Carandente” di Spoleto
- Museo Civico Palazzo dei Consoli e Archivio Storico Comunale di Gubbio
- Servizio Musei del Comune di Foligno
- Museo Malakos di Città di Castello
- Ufficio Turismo e Cultura e Biblioteca comunale di Amelia
- Comune di Massa Martana
- Museo Regionale della Ceramica e Pinacoteca Comunale di Deruta
La presenza così articolata delle istituzioni umbre conferma una visione territoriale attenta e impegnata nel rendere l’offerta culturale regionale sempre più accessibile e inclusiva.
Museo Egizio: “Non norma, ma leva strategica”
Il Direttore del Museo Egizio, Christian Greco, evidenzia l’approccio che guida il percorso: «Missione Accessibilità trasforma l’accessibilità da semplice adempimento normativo a leva strategica di innovazione. Ripensare comunicazione, interpretazione e progettazione in chiave partecipativa amplia i pubblici e arricchisce l’esperienza di tutti i visitatori.»
Greco sottolinea inoltre l’importanza dell’approccio laboratoriale adottato: sperimentazione, confronto e ascolto dei pubblici diventano strumenti essenziali per costruire istituzioni culturali più aperte, partecipate e sostenibili.
Un nuovo paradigma per i luoghi della cultura
La portata innovativa di Missione accessibilità risiede proprio nella visione che propone: l’accessibilità non come adeguamento tecnico, ma come principio guida capace di incidere su ogni dimensione organizzativa, dalla progettazione degli spazi alla comunicazione, fino alla sostenibilità gestionale.
Un cambio di prospettiva che mette al centro la persona – ogni persona – e che invita i luoghi della cultura a diventare spazi realmente inclusivi, capaci di accogliere e rappresentare la complessità della società contemporanea.
