“Il mondo del tartufo in Italia”: il documentario incanta Gubbio

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Una serata di cultura e consapevolezza alla manifestazione “Gubbio, Terra di Tartufo” con la proiezione del docufilm “Il mondo del tartufo in Italia” diretto da Remo Schellino e presentato da Antonella Brancadoro, direttrice dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo

Una platea attenta e partecipe ha accolto la proiezione del docufilm “Il mondo del tartufo in Italia. Storie di alberi, cani, cercatori”, evento centrale della manifestazione “Gubbio, Terra di Tartufo”. L’evento è stato promosso dal consorzio turistico GAU Gubbio Alta Umbria con il Comune di Gubbio. La presentazione è stata curata da Antonella Brancadoro, direttrice dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, con la partecipazione dei rappresentanti delle città di Valtopina e Scheggino, a testimonianza dell’unione di territori diversi ma accomunati dalla stessa passione.

Il documentario, diretto da Remo Schellino, è il frutto di nove anni di lavoro, con 300 ore di girato raccolte da Piemonte a Sicilia, per un film di 35 minuti che restituisce la complessità, la bellezza e la spiritualità del mondo del tartufo. “È un lavoro necessario – ha spiegato Brancadoro – per testimoniare e unire il mondo dei tartufai, dove si incontrano ambiente, cane e natura. Un patrimonio di conoscenze, rispetto e tradizione che oggi richiede consapevolezza e capacità di trasmissione alle future generazioni.”

Il docufilm mostra come dietro a un prodotto famoso e ambito in tutto il mondo si nasconda un universo ancora poco conosciuto, fatto di gesti semplici e antichi, ma anche di coscienza ambientale e attenzione al cambiamento climatico. “Dai Sumeri a oggi si andava a tartufi”, ha ricordato Brancadoro, sottolineando che questa pratica, riconosciuta nel 2021 come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, non è soltanto una tradizione gastronomica, ma un modo di vivere il rapporto con la terra e con gli animali.

Il film attraversa l’Italia raccontando una realtà nazionale e non regionale, dove oltre 200 mila tartufai mantengono viva la conoscenza di nove varietà di tartufo. Con il contributo dell’antropologo professor Grimaldi, che ha indagato la figura del tartufaio notturno “che sfida il mistero”, il documentario indaga la dimensione umana e spirituale della cerca, un tempo praticata con la scrofa e oggi con il cane, simbolo di fiducia e collaborazione.

Tra le parole chiave emerse nella serata, “rispetto”: rispetto per la natura, per il silenzio, per i ritmi della terra. Il mondo del tartufaio è fatto di discrezione e di legami familiari, ma anche di apertura: l’UNESCO ha richiesto infatti una maggiore inclusione di genere e attenzione alla trasmissibilità culturale.

Nel corso della serata, alla quale ha preso parte anche l’assessore Salciarini, è emerso come il tartufo rappresenti un prodotto unico e autentico, simbolo della capacità italiana di valorizzare le proprie radici con intelligenza e creatività. “Il tartufo è come un bambino: sai che c’è, ma finché non lo vedi non sai com’è” – recita una delle frasi più suggestive del film, che ne racchiude tutta la magia.

Il documentario è stato realizzato in quattro versioni – italiana, inglese, per non vedenti e non udenti – a conferma della volontà di rendere questo racconto accessibile e universale.

Una serata, quella di Gubbio, che ha unito istituzioni, territori e appassionati, rinnovando il messaggio di un’Italia che sa custodire e tramandare il proprio patrimonio di saperi e natura.

Benedetta Tintillini

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