Amandola taglia un traguardo storico grazie alla forza della cooperazione
Un’intera comunità in festa, orgogliosa di un riconoscimento che premia non solo la bellezza del territorio, ma anche la capacità di fare rete. Nei giorni 5 e 6 luglio 2025, Amandola ha ufficialmente inaugurato “Monte Amandola – Sibillini”, il primo Villaggio Montano CAI dell’Appennino italiano, ottenendo la prestigiosa certificazione del Club Alpino Italiano.
Un risultato storico per questa cittadina marchigiana, porta orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, raggiunto grazie a un impegno corale che ha visto lavorare fianco a fianco l’Amministrazione comunale, la sezione CAI locale e gli imprenditori del territorio.
“È un riconoscimento che valorizza le nostre montagne, ma anche il nostro spirito di collaborazione e resilienza” – ha dichiarato il sindaco Adolfo Marinangeli durante la cerimonia inaugurale.
Una due giorni di festa, escursioni e riflessioni
Il fine settimana dell’inaugurazione ha visto la partecipazione di numerosi ospiti istituzionali e rappresentanti del CAI: dal vicepresidente generale Manlio Pellizon, ad Alberto Ghedina, referente nazionale del progetto Villaggi Montani Certificati, fino a Stefano Lucchetti, presidente della sezione CAI di Amandola. Presenti anche le delegazioni regionali del CAI da Marche, Abruzzo e Lombardia, con figure di spicco come Marcello Nardoni, Bruno Olivieri, Francesco Sulpizio ed Emilio Aldeghi. Madrina d’eccezione dell’evento è stata Olimpia Leopardi, nipote del celebre poeta Giacomo Leopardi.
Il programma ha alternato momenti ufficiali a iniziative per tutte le età: escursioni, laboratori per bambini, spettacoli, incontri pubblici e approfondimenti culturali, con un focus sulle potenzialità del turismo lento e sostenibile.
Un territorio che guarda avanti
Il riconoscimento come Villaggio Montano CAI premia un territorio straordinario dal punto di vista paesaggistico e ambientale: Amandola si estende completamente all’interno del Parco Nazionale dei Sibillini, con numerose frazioni – tra cui Garulla, Casalicchio, Casa Coletta, Campolungo – adagiate sulle pendici del monte omonimo.
Qui si snoda una fitta rete sentieristica, direttamente accessibile dai centri abitati. Fiore all’occhiello della zona è il Grande Anello dei Sibillini, 120 km suddivisi in 9 tappe che attraversano paesaggi incontaminati, borghi autentici e ambienti ricchi di biodiversità.
Amandola è oggi simbolo di resilienza, dopo essere stata duramente colpita dal sisma del 2016. Ma è proprio dal terremoto che è nata una nuova spinta: progettualità, partecipazione e visione. Il riconoscimento del CAI ne è la prova.
“Il nostro obiettivo è rilanciare l’economia di montagna attraverso la valorizzazione del patrimonio naturale e umano. Questo traguardo ci dice che siamo sulla strada giusta” – ha sottolineato Stefano Lucchetti.
Un modello per l’Appennino
Con l’inaugurazione di “Monte Amandola – Sibillini”, Amandola diventa modello per altri territori dell’Appennino, che guardano al progetto dei Villaggi Montani CAI come opportunità per un rilancio integrato e sostenibile.
Il Club Alpino Italiano, da parte sua, conferma l’impegno a sostenere le comunità montane che scommettono sulla qualità della vita, l’identità locale e la tutela del paesaggio come motore di sviluppo.
Amandola non è solo un traguardo: è un nuovo inizio per l’Appennino che crede in sé stesso.
