Tra le colline morbide di Montefalco, dove l’aria profuma di vigna e ulivi e il tempo sembra rallentare, “A Montefalco”, l’evento promosso dal Consorzio Tutela Vini di Montefalco, è un racconto collettivo fatto di persone, terra e visione. Ed è proprio qui che la cantina Montioni ha aperto per la prima volta le porte della sua nuovissima sala degustazione, un luogo simbolico già nel nome: la Wine Pyramid.
L’ingresso è un’esperienza che va oltre il vino. Linee moderne si intrecciano con il paesaggio circostante, quasi a voler dichiarare fin da subito la missione della famiglia Montioni: custodire il territorio senza tradirlo. Cinquanta ettari tra vigneti e uliveti raccontano una filosofia chiara, quella di mantenere intatto l’ambiente, rispettando il carattere autentico di Montefalco.
Ad accogliere giornalisti e operatori del settore, non solo i calici, ma una storia iniziata ufficialmente nel 2007, con la prima vendemmia di Sagrantino. Da allora, la produzione ha preso il volo, arrivando oggi a circa 55.000 bottiglie, con un sorprendente 90% destinato all’export.
La degustazione è un viaggio intenso, scandito da cinque etichette che raccontano identità e ricerca. Tra queste, il Montefalco Sagrantino DOCG 2020 e il più esclusivo Ma.gia. 2020 DOCG, prodotto in sole 2.000 bottiglie. Il nome, carico di affetto, nasce dall’unione dei nomi dei figli Matteo e Giacomo: un vino che è dichiarazione familiare prima ancora che enologica. Qui, i migliori grappoli della vigna Fonte Petrella — orientata a sud-est, su suolo argilloso — vengono selezionati a mano e affinati con cura, tra barrique e bottiglia, in un percorso iniziato nel 2016.
Non meno affascinante l’Amphora 2023, ottenuto dalla vigna più antica, trent’anni di radici profonde e memoria. La lavorazione in anfora restituisce un’espressione diversa del Sagrantino, più essenziale, quasi ancestrale. E poi il Sagrantino Passito 2021, che chiude la degustazione con una nota avvolgente, tra dolcezza e struttura.
Ma lo sguardo è già rivolto al futuro. Il prossimo anno vedrà la nascita di quattro diverse interpretazioni di Sagrantino: tra queste, un’inedita versione in anfora maturata in ciliegio bulgaro, una proposta pensata per i più giovani, segno di una cantina che evolve senza perdere identità. Accanto ai rossi, trova spazio anche il Grechetto, pur restando chiaro che il cuore del progetto batte per i grandi vini rossi di Montefalco.
A completare l’esperienza, l’olio — un blend di Moraiolo e Frantoio, insieme a un Moraiolo in purezza — e una selezione di salumi aziendali studiati per accompagnare ogni calice. Perché qui, ogni dettaglio è parte della stessa storia.
Benedetta Tintillini
