Alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia ha aperto i battenti la grande mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, che si fregia della Medaglia del Presidente della Repubblica.
Un’importante mostra dal grande valore scientifico è stata inaugurata lo scorso 13 Marzo a Perugia, negli spazi della Galleria Nazionale dell’Umbria. Nell’anno che celebra l’ottocentenario dalla morte di San Francesco di Assisi non poteva mancare l’omaggio a Giotto di Bondone, il pittore toscano che ha legato alla sua produzione l’immagine del Santo Poverello e che ha avuto, nell’ambito dell’arte, lo stesso effetto dirompente che Francesco ha portato nella spiritualità medievale. “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” è il titolo che rende esplicita l’impostazione della mostra curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, visitabile fino al 14 Giugno 2026 e corredata da un corposo ed esaustivo catalogo di cinquecento pagine edito da Silvana Editoriale, pubblicazione che il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Costantino D’Orazio definisce come “Pietra miliare nell’arte del Trecento”.
“La mostra nasce dall’idea di raccontare la rivoluzione stilistica di Giotto negli anni di Assisi – aggiunge D’Orazio – tutto avviene nei 15 giorni nei quali Giotto realizza le Storie di Isacco nella Basilica Superiore di Assisi, che i curatori attribuiscono senza alcun dubbio alla mano del Maestro fiorentino. Da lì si percepisce la grandezza della mano di Giotto, al cui talento verranno concessi ulteriori spazi sulle pareti dell’edificio sacro”.
Ma come raccontare in una mostra la novità travolgente rappresentata dagli affreschi di Assisi? Questa mostra riesce, grazie a prestiti prestigiosissimi, a raccontare come Giotto rappresenti un punto di svolta nella pittura Trecentesca dal quale nessun altro artista può prescindere, e dal quale non è più possibile tornare indietro.
Così raccontano la propria storia e l’evoluzione dello stile giottesco pezzi di incomparabile bellezza, dalla giovanile Madonna di San Giorgio alla Costa al polittico di Badia proveniente dalla Galleria degli Uffizi, ai capolavori di Simone Martini e Pietro Lorenzetti che, insieme a Giotto, hanno influenzato la produzione dei pittori umbri del tempo, in mostra rappresentati, tra le altre, da opere dei Maestri di Cesi e del Farneto oltre a Palmerino di Guido, del quale viene mostrata per la prima volta al pubblico un’opera composta da due tavole, dalla provenienza e dalla composizione incerta, recentemente acquisita dalla Galleria Nazionale dell’Umbria e che resterà visibile come parte della sua collezione permanente.
A corollario della mostra una serie di laboratori e visite in situ dedicati a bambini e famiglie, a cura dell’Associazione Tempus Vitae, che coinvolgeranno il territorio umbro nella sua totalità, sia nella provincia perugina che quella ternana, per ammirare dal vivo le testimonianze del passaggio di Francesco attraverso la nostra regione.
Benedetta Tintillini
In foto da sinistra: Emanuele Zappasodi, Veruska Picchiarelli e Costantino D’orazio
