I murales di Calvi dell’Umbria: affreschi moderni sulle antiche case che raccontano storie, miti e tradizioni di uno dei borghi più suggestivi dell’Umbria.
E’ tanto facile quanto bello guidare l’auto in Umbria, in lungo e largo, alla scoperta di nuove prospettive.
Le direttrici si incrociano e l’attraversano facilmente dal nord al sud e ritorno, predisposte a percorsi circolari più che ad indirizzarti lontano, verso altri lidi.
In questo navigare, dirigendosi verso la parte più a sud, al confine con il Lazio, troviamo un bellissimo paesino, Calvi dell’Umbria, che conserva nelle sue poche ed anguste vie, dei segreti nascosti. Nascosti forse non tanto… parliamo dei famosi murales che accompagnano il girovagare del visitatore.
I murales sono opere che dialogano con la pietra antica delle case e che trasformano il centro storico in un museo diffuso, dove tradizione e creatività contemporanea si incontrano.
L’iniziativa dei murales nacque negli anni Ottanta, quando l’amministrazione comunale e alcuni artisti locali decisero di valorizzare il borgo attraverso l’arte pubblica. Non semplici decorazioni, ma narrazioni che ripercorrono la storia, i miti, i paesaggi e i simboli della comunità calvese. Le pareti diventano tele, e l’intonaco antico si trasforma in un supporto che accoglie angeli, figure contadine, scene sacre e visioni fantastiche.
Alcuni murales riprendono temi religiosi, legati alla forte identità spirituale del borgo, con richiami a San Pancrazio, patrono del paese. Altri raccontano mestieri e tradizioni agricole, evocando la memoria di una vita comunitaria scandita dai ritmi della terra. Non mancano nemmeno le suggestioni oniriche, come putti e figure celesti che sembrano sospesi tra cielo e pietra.
Il risultato è un percorso che invita alla scoperta lenta: ogni murale è una tappa, una sosta che apre uno squarcio di significato sulla storia del borgo. Per i visitatori, l’esperienza assume il valore di un viaggio nell’immaginario locale; per i cittadini, rappresenta un segno di identità e di orgoglio.
Oggi i murales di Calvi dell’Umbria sono non solo attrazioni turistiche, ma testimonianze vive di come l’arte pubblica possa rigenerare i luoghi e rinsaldare i legami tra memoria e futuro.
Fabrizio Ricci Feliziani