Le Mutazioni di Dario Ghibaudo: un viaggio tra arte e scienza

mutazioni

C’è tempo fino al 17 maggio per visitare la mostra Mutazioni di Dario Ghibaudo (Cuneo, 1951), inaugurata il 4 aprile a Todi, nella Sala delle Pietre del Palazzo del Capitano del Popolo. Un’esposizione che presenta una selezione di importanti creazioni dell’artista, tra cui sculture, inchiostri di grandi dimensioni e opere in porcellana.

Il percorso espositivo si sviluppa intorno a lavori che oscillano fra la traduzione della realtà e una dimensione visionaria. Due grandi sculture sono collocate negli spazi esterni affacciati verso il Palazzo del Capitano, mentre all’interno della Sala delle Pietre sono esposti gli inchiostri, alcuni dei quali inediti, insieme a una selezione di opere in porcellana.

La ricerca dell’artista piemontese, che vive a Milano ed è tra i fondatori del Concettualismo Ironico Italiano, corrente nata in Germania all’inizio degli anni Novanta, da tempo esplora le contaminazioni tra le specie e le relazioni tra l’uomo e la natura e si concentra sul tema delle mutazioni e delle trasformazioni che avvengono nella natura.

Ghibaudo utilizza e lavora direttamente diversi materiali, tra cui resina, terra bianca, porcellana, cemento, papier mâché (cartapesta), pietra e marmo, scegliendoli in relazione alle esigenze del progetto. Ogni opera nasce così da un processo che mette in relazione l’idea e la materia, mentre lo spazio che le raccoglie rimane immaginario: il Museo di Storia Innaturale, a cui molte di esse fanno riferimento, non esiste come luogo reale. Si tratta di un progetto concepito dall’artista nel 1990 e ispirato ai modelli dei musei illuministi. Il museo, che esiste solo sul piano concettuale, è articolato in sale dedicate ai principali ambiti della scienza e rappresenta il contesto teorico entro cui si collocano molte delle opere di Ghibaudo.

“Dario Ghibaudo – afferma Giorgia Coghi, giornalista esperta d’arte – non è solo uno scultore. È un esploratore eclettico e un nume creatore, visionario e beffardo. Perché l’arte è origine di nuovi mondi e creature, ma anche un’indagine volta a comprendere il nostro presente”.

“L’opera di Dario Ghibaudo invita ad entrare nella normalità estraniante del reale, ad approfondire tale condizione ed a guardarla sempre più ad occhi aperti. È inutile fantasticare, chiudersi sonnecchiando dentro il proprio mondo fantastico: è la stessa realtà ad acquistare il senso della estraneità man mano che spalanchiamo il nostro sguardo meravigliato sul mondo”, scrive l’importante critico d’arte Achille Bonito Oliva.

La mostra è realizzata dalla Galleria Deambrogi di Milano in collaborazione con la Galleria Giampaolo Abbondio e rappresenta un’occasione unica per scoprire l’universo artistico di Dario Ghibaudo, artista che “inserisce in molte delle sue opere – afferma il maestro Gianni Maria Tessari – una forte ironia, concettuale o meno che sia, che rende impossibile al fruitore delle stesse, il sottrarsi alla riflessione.”

Maria Vittoria Grotteschi

Post correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.