Nasa, anche un nanosatellite italiano sul nuovo razzo Sls

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Non nasconde l’emozione David Avino, amministratore delegato di Argotec, annunciando che l’azienda torinese parteciperà a Exploration Mission 1 (EM-1), il volo inaugurale dello Space Launch System della Nasa fissato per fine 2018.

La missione, per quanto considerata un passaggio fondamentale per la conquista Marte, visto anche il coinvolgimento della capsula abitabile Orion, non vedrà la partecipazione di astronauti.

Come ha spiegando la stessa Nasa in una conferenza in diretta da Huntsville, in Alabama, su uno dei moduli del vettore troveranno invece posto 13 ‘CubeSats’: nanosatelliti di piccole dimensioni che verranno imbarcati per essere poi liberati in orbita cislunare, dove condurranno dimostrazioni e test. Tra loro – unico italiano ed europeo – anche ArgoMoon: uno strumento grande come una scatola da scarpe che si occuperà di scattare foto e sperimentare sistemi innovativi di comunicazione. Con obiettivi molto pratici: contribuire allo sviluppo di nuove soluzioni che potranno essere impiegate non solo nelle future esplorazioni spaziali, ma anche per abbassare i costi dell’osservazione terrestre via satellite. D’altra parte, il lavorare per “riportare sulla Terra” quello che si fa nello spazio è una costante nell’attività di Argotec, che ha avuto di recente un picco di attenzione mediatica grazie allo sviluppo di Isspresso, la macchina da espresso a capsule utilizzata da Samantha Cristoforetti durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale.

“A novembre abbiamo presentato proprio alla Nasa un esperimento termico chiamato Arte, che volerà sulla Stazione a marzo e servirà a studiare il trasferimento del calore. Farlo in assenza di gravità permette di osservare senza disturbi i fenomeni fisici e in prospettiva potrebbe consentirci di abbassare i consumi delle caldaie che si usano normalmente in casa”, spiega Avino, citando a esempio un altro degli esperimenti che vedono l’azienda lavorare a contatto con l’agenzia americana.

Nel progetto ArgoMoon sarà comunque coinvolta anche l’Agenzia Spaziale Italiana, che svolgerà un ruolo di coordinamento. Al momento, comunque, l’attenzione è tutta sulla fase di sviluppo. Il team di Argotec, la cui età media è di 29 anni, sta lavorando sulle simulazioni che porteranno alla costruzione del primo prototipo del nanosatellite. Il primo appuntamento, in attesa del grande salto, è fissato per l’inizio del prossimo anno, quando l’azienda lancerà nelle basse orbite terrestri un apparecchio più piccolo: un’occasione importante per validare alcune delle tecnologie necessarie alla missione del 2018.

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