Olbia, a rischio un ecosistema unico di Tavolara

Dura presa di posizione della Lipu-BirdLife Italia contro il progetto di realizzazione di un mega-resort di lusso a Cala Finanza, nel territorio di Olbia, promosso dalla società Tavolara Bay Srl. Secondo l’associazione ambientalista, l’intervento mette seriamente a rischio un’area di straordinario valore naturalistico, situata a ridosso dell’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo, ignorando inoltre i pareri negativi già espressi dalla Regione Sardegna.

Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto la tutela dell’avifauna, in particolare della colonia di berte minori che nidifica sull’Isola di Tavolara, considerata una delle più importanti al mondo.

Secondo la Lipu, il progetto rappresenterebbe molto più di una semplice struttura ricettiva: “Preluderebbe a una più ampia speculazione edilizia”, denuncia l’associazione, con il rischio concreto di compromettere in maniera irreversibile un tratto di costa ancora intatto.

A lanciare l’allarme è Claudio Celada, che sottolinea la delicatezza dell’ecosistema: “La colonia di berte minori che nidifica sull’Isola di Tavolara costituisce oltre il 50% della popolazione complessiva del Mediterraneo e una quota significativa su scala globale. La costruzione di un nuovo residence in un’area così fragile avrebbe un impatto molto rilevante”.

Ancora più duro il commento del presidente della Lipu, Alessandro Polinori, che punta il dito contro il possibile utilizzo delle Zone Economiche Speciali (ZES) come strumento per aggirare le norme ambientali.

“È sconcertante – afferma Polinori – che strumenti economici come le Zes vengano utilizzati per bypassare regole ambientali proprio in territori di massimo pregio naturalistico, nonostante l’opposizione delle istituzioni regionali. E tutto questo mentre lo stesso Governo chiede alle Regioni di attuare il Regolamento UE 2024/1991”.

La vicenda riporta al centro del dibattito il delicato equilibrio tra sviluppo turistico e tutela ambientale in Sardegna, una terra che negli ultimi anni ha visto crescere la pressione immobiliare lungo le sue coste più pregiate.

“La stagione dei resort di lusso costruiti in violazione delle normative paesaggistiche sembrava appartenere al passato – conclude Polinori – ma evidentemente non è così. Cresce però, allo stesso tempo, la sensibilità dei cittadini nel difendere la natura come bene comune, accessibile a tutti, soprattutto alle comunità locali”.

La Lipu chiede ora che venga acquisito un parere tecnico-scientifico da parte dell’Ispra per valutare gli effetti del progetto sull’avifauna e che vengano rispettati integralmente tutti i vincoli ambientali e paesaggistici già esistenti nell’area. Una richiesta che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro di uno degli angoli più preziosi del Mediterraneo.

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