Il conto alla rovescia verso il Palio del 2 luglio entra nel vivo con uno dei momenti più attesi e simbolici della tradizione senese: la presentazione del Drappellone, il premio destinato alla Contrada vincitrice della Carriera. Lo scorso 26 giugno, nel suggestivo Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico di Siena, è stata svelata l’opera realizzata da Ismaele Nones, dedicata alla Madonna di Provenzano e intitolata all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
L’opera, concepita come un’unica immagine dal forte impatto visivo e narrativo, si presenta come una sintesi tra spiritualità, identità cittadina e tradizione paliesca. Dopo lo squillo delle chiarine di Palazzo e l’introduzione del sindaco Nicoletta Fabio, è stato il critico d’arte Davide Ferri a guidare il pubblico nella lettura simbolica del Cencio.
Al centro della composizione domina la figura della Madonna di Provenzano, patrona della Carriera di luglio, raffigurata con la corona e la storica lamina d’argento che ne richiama il manto. Proprio su questo elemento, l’artista ha scelto di inserire la figura di San Francesco, colto nell’atto di dettare il celebre “Piccolo testamento di Siena” al frate Benedetto da Piratro, un episodio che sancisce il profondo legame tra il Santo e la città.
Ai lati della Vergine trovano posto le dieci Contrade partecipanti, mentre sotto la sua protezione si stagliano due cavalli – uno bianco e uno nero – impegnati in una danza che richiama al tempo stesso il confronto e la complicità. Una scelta iconografica che richiama la leggenda delle origini di Siena e della sua storica Balzana, legata ai fratelli Senio e Ascanio.
L’intera scena si sviluppa su un pavimento ispirato alla Sala del Pellegrinaio del Santa Maria della Scala, mentre sullo sfondo emergono le mura cittadine, i Terzi, gli stemmi istituzionali e il profilo ondulato delle colline senesi. Nella parte inferiore dell’opera compare infine l’allegoria di Diana, il mitico fiume sotterraneo che, secondo la tradizione, scorre sotto Siena.
“Questo Drappellone – ha dichiarato il sindaco Nicoletta Fabio – restituisce l’immagine di una Siena in cui la competizione non cancella il legame, ma lo rafforza. È un’opera che racconta il senso più autentico della rivalità nel Palio: senza sfida non esiste identità”.
Parole di grande apprezzamento anche da parte di Davide Ferri, che ha sottolineato la capacità di Nones di tenere insieme il patrimonio simbolico del Palio con un linguaggio pittorico contemporaneo, capace di dialogare con la tradizione senza rinunciare alla propria visione artistica.
Visibilmente emozionato, Ismaele Nones ha voluto ringraziare la città di Siena per l’accoglienza ricevuta durante questi mesi di lavoro, definendo il percorso che ha portato alla realizzazione del Drappellone “straordinario” e profondamente umano.
Alla cerimonia erano presenti anche gli autori del Masgalano 2026, Antonio Benocci e Beatrice Arcamone, insieme alla storica dell’arte Laura Bonelli e a Lucia Pecorelli.
Con la presentazione del Drappellone, Siena rinnova ancora una volta il rito che unisce arte, fede e appartenenza, aprendo ufficialmente il cammino verso una delle corse più celebri e identitarie al mondo: il Palio di Siena.
