Dove le pergamene tornano a parlare: bellezza e memoria civile nel cuore di Perugia

pergamene che parlano

Nella Sala Lippi di Palazzo Lippi Alessandri la mostra “Pergamene che parlano” unisce storia, arte e architettura art déco, restituendo a Perugia la sua memoria medievale.

Tra gli spazi più suggestivi del centro storico di Perugia, la Sala Lippi di Palazzo Lippi Alessandri è luogo ideale per accogliere la grande storia. Qui, dal 26 gennaio al 2 giugno 2026, prende vita la mostra “Pergamene che parlano: Governo e potere a Perugia nei secoli XIII-XV”, un evento che intreccia bellezza architettonica e profondità documentaria in un dialogo raro e prezioso.

Situata nell’immobile fatto costruire nel XVII secolo dalla nobile famiglia Lippi Alessandri, la Sala Lippi appartiene al nucleo più antico del palazzo affacciato su Corso Vannucci, dove nel 1909 ebbe inizio l’attività della Cassa di Risparmio di Perugia. Oggi questo ambiente, impreziosito da eleganti linee art déco, accoglie il visitatore in una dimensione sospesa tra passato e presente: luce, proporzioni armoniche e decori discreti fanno della sala non un semplice contenitore, ma parte integrante dell’esperienza culturale.

È in questo spazio che la mostra “Pergamene che parlano” trova il suo respiro naturale. Le pergamene della Collezione Albertini, tornate in città dopo oltre un secolo, iniziano finalmente a raccontare le loro storie grazie a un lungo lavoro di studio e a un delicato restauro. Documenti che furono strumenti amministrativi diventano oggi testimonianze vive di governo, giustizia e potere, capaci di restituire il volto istituzionale della Perugia medievale e rinascimentale.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore tra splendori e crisi, tra sviluppo urbano e trasformazioni sociali. Le pergamene dialogano con capolavori della Galleria Nazionale dell’Umbria provenienti da diverse regioni italiane, come da diverse regioni provenivano i Potestà, a testimoniare come lo sviluppo sociale ed economico sia andato di pari passo con lo sviluppo e lo scambio artistico e culturale. A completare il quadro artistico due raffinati esempi di ceramiche di Deruta, il modello ottocentesco della Fontana Maggiore e il prezioso gruzzolo di monete in oro ed argento, esposte per la prima volta al pubblico, rinvenute nella chiesa di San Francesco al Prato. Anche le monete in mostra, provenienti da diverse località italiane ed estere, testimoniano la ricchezza e la vivacità degli scambi commerciali, e quindi culturali, che intratteneva Perugia. Al centro, la Sala Lippi si trasforma in una vera agorà della memoria, dove l’architettura accoglie e amplifica il racconto.

Il patrocinio del Ministero della Cultura, della Direzione Generale Archivi, della Regione Umbria e del Comune di Perugia conferma il valore nazionale dell’iniziativa. Ma è soprattutto la forza del luogo a rendere l’esperienza unica: camminare tra queste pareti significa attraversare secoli di storia in uno spazio che conserva intatta la sua eleganza.

Nella Sala Lippi bellezza e sapere si incontrano. E le pergamene, finalmente, tornano a parlare alla città che le ha generate.

Benedetta Tintillini

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