Mostre, Perugia. # Incursioni: due collezioni “a colloquio” per riscoprire il ‘600 umbro

# incursioni palazzo baldeschi

E’ stata presentata ieri mattina alla stampa la mostra “# Incursioni”, visitabile da oggi fino al 14 novembre e allestita presso le sale di Palazzo Baldeschi, nel cuore di Perugia, storica magione sede della Fondazione CariPerugia Arte, già sede della fortunata mostra “Raffaello e la sua eredità in Accademia” visitabile fino ad ottobre.

Venti opere, due collezioni, una città che vuole reagire allo stallo, proporre nuove collaborazioni, instaurare nuove sinergie ed ampliare sempre di più le partnership tra pubblico e privato per concentrare oltremodo sforzi e risorse sulla cultura, sulla conservazione delle opere, sulla loro conoscenza e sulla loro promozione, al fine di rendere il territorio sempre più appetibile per visitatori e turisti.

La mostra # Incursioni, a cura di Carla Scagliosi, propone, attraverso venti opere selezionate tra la collezione della Fondazione CariPerugia Arte e quella della Galleria Nazionale dell’Umbria, un focus su un periodo della pittura umbra ancora troppo poco considerato e studiato: il Seicento.

Opere regolarmente esposte alla Galleria Nazionale dell’Umbria, celeberrima per la sua vasta collezione di arte Due-Trecentesca, che usualmente scendono in secondo piano all’interno degli itinerari della Galleria Nazionale, qui, forse per la prima volta, attirano l’interesse del visitatore, in un costante colloquio con le opere già presenti a Palazzo Baldeschi.

Da qui un gioco di assonanze e dissonanze, di punti in comune e spunti originali di autori come Giacinto Boccanera e Pietro Montanini per quel che riguarda la paesaggistica, Giovanni Baglione e Valentin de Boulogne per confornatare come i due artisti abbiano recepito diversamente la lezione di Caravaggio: dal primo solo vagamente percepita, dal secondo fatta propria, tantoda essere riconosciuto tra i più rilevanti caravaggeschi.

Il Cavalier Perugino è protagonista di una sala a lui dedicata, dove le soavi tonalità pastello delle Madonne dialogano tra loro, nelle opere di proprietà della Fondazione accostate a quelle custodite dalla Galleria Nazionale.

La chiusura della Galleria Nazionale per lavori di manutenzione e riorganizzazione delle sale ha suscitato la necessità di rendere comunque fruibili alcune opere: da questo momento eccezionale è nata la mostra # Incursioni, di alto valore scientifico, a servizio della città e dei visitatori.

Godibilissima e sorprendente, come detto la mostra pone in risalto un periodo artistico (1600 – inizi del ‘700) ancora non molto considerato per quanto riguarda la produzione umbra, proponendo nuove analisi e nuove teorie per ciò che riguarda l’attribuzione di alcune opere presenti.

Godere dell’antico con occhio contemporaneo: forse anche questo giustifica un titolo come quello dato alla mostra e la grafica molto moderna che accompagna le pagine del catalogo realizzato con la tecnica “Happy touch”, ovvero stampato con una tecnologia innovativa che permette alla carta di non trattenere batteri e funghi sulla sua superficie, garantendo quindi un alto livello di sicurezza sanitaria unito ad un’ottima resa grafica.

Benedetta Tintillini

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