La Flagellazione di Cristo e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca al centro di una campagna diagnostica d’eccellenza in vista della grande mostra della National Gallery di Londra del 2027. Coinvolti Galleria Nazionale delle Marche, CNR e Università di Perugia.
Le più avanzate tecnologie diagnostiche entrano in azione per svelare nuovi dettagli sui capolavori di Piero della Francesca. Dal 20 al 24 luglio la Galleria Nazionale delle Marche ha ospitato una significativa campagna di indagini scientifiche non invasive sulla Flagellazione di Cristo e sulla Madonna di Senigallia, due tra le opere più celebri del maestro rinascimentale.
L’iniziativa rappresenta una tappa fondamentale del percorso di ricerca che accompagnerà la preparazione della grande mostra dedicata a Piero della Francesca, in programma alla National Gallery di Londra dal 2 ottobre 2027 al 30 gennaio 2028. L’obiettivo è approfondire la conoscenza della tecnica esecutiva dell’artista, dei materiali utilizzati e dell’eventuale disegno preparatorio, offrendo nuovi strumenti agli studiosi e contribuendo alla realizzazione del catalogo scientifico dell’esposizione.
La campagna è stata coordinata da David Buti del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) ed è il risultato della collaborazione tra la Galleria Nazionale delle Marche, il CNR ISPC, il CNR SCITEC “Giulio Natta” e il Centro di Eccellenza SMAArt dell’Università degli Studi di Perugia, con il supporto della National Gallery di Londra e di E-RIHS.it, il nodo italiano dell’infrastruttura europea dedicata alla ricerca sul patrimonio culturale.
A rendere particolarmente innovativa la campagna è stato l’impiego integrato di un ampio ventaglio di metodologie diagnostiche non invasive: dalla radiografia digitale alla macro X-ray fluorescence (MA-XRF), dall’imaging iperspettrale nel visibile e nell’infrarosso fino alle analisi spettroscopiche FTIR-NIR, Raman e UV-VIS-NIR.
L’utilizzo congiunto di queste tecnologie consentirà di ottenere una documentazione senza precedenti delle due opere, permettendo di identificare pigmenti e materiali organici, ricostruire la distribuzione degli elementi chimici, individuare eventuali disegni preparatori, pentimenti e restauri, oltre a comprendere con maggiore precisione le modalità operative adottate da Piero della Francesca durante la realizzazione dei dipinti.
La campagna ha coinvolto un team multidisciplinare composto da storici dell’arte, chimici, fisici e specialisti della diagnostica provenienti dai laboratori del CNR e dell’Università di Perugia. Per il CNR ISPC hanno partecipato David Buti, Emanuela Grifoni, Cristiano Riminesi, Claudia Caliri e Michela Botticelli, affiancati da Letizia Monico del CNR SCITEC e da Catia Clementi del Centro di Eccellenza SMAArt.
Determinante anche il contributo della Galleria Nazionale delle Marche, diretta da Luigi Gallo. La conservatrice Marta Manfredi ha coordinato operativamente tutte le fasi della campagna, mentre il coordinamento scientifico e curatoriale è stato affidato allo storico dell’arte Giovanni Russo, tra i curatori del catalogo della futura mostra londinese. Alle attività hanno collaborato inoltre Giulia Papini, impegnata nella pianificazione e nella movimentazione in sicurezza delle opere, e la stagista Rebecca Righi degli Istituti Santa Paola di Mantova.
I risultati delle indagini arricchiranno non solo il progetto espositivo della National Gallery, ma costituiranno un importante patrimonio di conoscenze per le future attività di conservazione, studio e valorizzazione della Flagellazione di Cristo e della Madonna di Senigallia.
L’iniziativa conferma come la sinergia tra musei, enti di ricerca e infrastrutture scientifiche europee rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per approfondire la conoscenza del patrimonio culturale. Un modello interdisciplinare nel quale storia dell’arte, scienze dei materiali e tecnologie d’avanguardia lavorano insieme per preservare e raccontare, con nuovi occhi, alcuni dei massimi capolavori del Rinascimento italiano.
