Alla Biblioteca San Giorgio, dal 1° settembre al 3 ottobre, una mostra racconta la storia dei primi libri di stoffa per bambini, tra innovazione editoriale, illustrazione e memoria. Ingresso libero.
Un libro da leggere, ma anche da toccare, stringere, abbracciare e persino maltrattare. È questa l’idea alla base dei Dean’s Rag Books, gli straordinari libri di pezza destinati all’infanzia che saranno protagonisti della mostra “I Dean’s Rag Books. La straordinaria storia dei primi libri di pezza per l’infanzia”, in programma alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia dal 1° settembre al 3 ottobre 2026.
L’esposizione prende le mosse da un’innovazione che, all’alba del Novecento, mise in discussione l’idea tradizionale del libro come oggetto fragile, fatto di carta e destinato a essere sfogliato con cura. Ago, filo e cotone entrarono così nel mondo dell’editoria per bambini, dando vita a volumi morbidi, resistenti e pensati per essere utilizzati direttamente dai più piccoli.
Libri da leggere, giocare e toccare
I Rag Books non erano semplicemente libri realizzati con un materiale diverso. Erano oggetti ibridi, sospesi tra lettura e gioco, progettati per coinvolgere il bambino anche attraverso il tatto. Stoffe naturali, soprattutto cotone, ma anche lino e velluto leggero, venivano utilizzate insieme a imbottiture di ovatta o garza. Colori e tinture erano studiati per sopportare lavaggi frequenti, mentre cuciture, ricami e applicazioni trasformavano ogni pagina in un piccolo percorso sensoriale.
La mostra di Pistoia permetterà di conoscere da vicino una significativa selezione di esemplari originali e di ripercorrere l’evoluzione di questa particolare produzione attraverso personaggi, fiabe, filastrocche, alfabetieri e racconti che hanno accompagnato l’infanzia di diverse generazioni.
La Dean’s Rag Book Company
Al centro della storia c’è la Dean & Son, casa editrice inglese che all’inizio del Novecento contribuì a sviluppare e diffondere questo formato. La Dean’s Rag Book Company, fondata a Londra nel 1903, mise in dialogo competenze tipografiche e tessili: i libri venivano illustrati direttamente sulla stoffa, quindi cuciti e bordati a mano o a macchina.
Le illustrazioni puntavano su forme semplici, colori contrastanti e soggetti immediatamente riconoscibili dai bambini: animali, alfabeti, filastrocche e personaggi delle fiabe. Persino il logo della casa editrice raccontava la vocazione alla resistenza di questi oggetti: due cani che si contendono un libro di stoffa, tirandolo in direzioni opposte.
La produzione dei Rag Books si diffuse soprattutto nel mondo anglosassone, mentre in Italia e Francia rimase più a lungo un fenomeno di nicchia.
Un’idea sorprendentemente moderna
A più di un secolo dalla loro nascita, i libri di pezza continuano a parlare al presente. I moderni soft books per neonati e bambini piccoli, realizzati con tessuti colorati, elementi tattili e sonori e pagine lavabili, possono essere considerati eredi di quella prima intuizione: rendere la narrazione un’esperienza che coinvolge non soltanto la vista, ma tutti i sensi.
Il principio ha trovato applicazioni anche nella progettazione inclusiva, con libri tattili destinati a facilitare l’accesso alla lettura da parte di bambini con disabilità visive o bisogni comunicativi speciali. Superfici differenti, rilievi, spessori e suoni possono inoltre contribuire allo sviluppo della motricità fine e della percezione sensoriale.
La mostra pistoiese diventa così anche l’occasione per riflettere sul rapporto tra libro, corpo e infanzia, riportando alla luce un patrimonio bibliografico ancora poco conosciuto in Italia. I Dean’s Rag Books sono oggi oggetti ricercati dai collezionisti e conservati in importanti biblioteche e raccolte internazionali.
Una mostra per riscoprire la cultura materiale dell’infanzia
L’esposizione si rivolge a studiosi di storia dell’editoria, collezionisti, insegnanti, famiglie e a tutti coloro che vogliono conoscere una pagina particolare della cultura dell’infanzia.
Il percorso sarà visitabile alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia dal 1° settembre al 3 ottobre 2026. L’inaugurazione è prevista per martedì 1° settembre, con orario 9-19. L’ingresso è libero.
