Il Premio Ferroviario Europeo Euroferr entra nel suo quinto anno di vita con un rinnovato slancio ideale e progettuale. Nato nel 2021, durante l’Anno Europeo delle Ferrovie promosso dalla Commissione Europea, il riconoscimento si prepara a una nuova fase di crescita, ridefinendo la propria missione attraverso un manifesto aggiornato e ancora più orientato alla tutela e alla valorizzazione delle piccole stazioni ferroviarie del continente.
Luoghi talvolta percepiti come marginali, ma che custodiscono un patrimonio immateriale prezioso: memoria storica, identità locale, paesaggi culturali e potenzialità turistiche. Un capitale che oggi necessita di essere riconosciuto, studiato e messo in rete per diventare risorsa condivisa dell’Europa dei territori.
Una ferrovia che unisce culture e comunità
L’intuizione alla base di Euroferr – promossa dall’AEC (Association Européenne des Cheminots) con il supporto dell’UTP e del CIFI – nasce dalla volontà di leggere la ferrovia non solo come infrastruttura tecnica, ma come ponte sociale e culturale. Una dichiarazione sintetizzata nel principio cardine del Premio: “Il treno è soprattutto cultura”.
Una cultura che non vive soltanto nei grandi nodi ferroviari, ma soprattutto nelle piccole stazioni della provincia europea, custodi di storie e paesaggi che rischiano di scomparire nell’indifferenza dei grandi flussi.
Il caso umbro: quando una “stazione minore” apre mondi
A incarnare questa visione sono state anche diverse stazioni umbre, premiate nel giugno 2022:
- Gualdo Tadino (PG)
- Fossato di Vico – Gubbio (PG)
- Nocera Umbra (PG)
- Deruta (PG)
- Orvieto (TR)
- Fabro (TR)
- Ficulle (TR)
- Attigliano (TR)
Presìdi ferroviari che rappresentano soglie privilegiate verso territori ad alto valore storico, artistico e archeologico. Esempi concreti di come un’infrastruttura “minore” possa diventare accesso identitario a comunità e paesaggi che meritano di essere raccontati.
Verso il 2026: l’orizzonte francescano
Guardando al futuro, i promotori di Euroferr intendono intrecciare la propria missione con una delle ricorrenze più significative del patrimonio europeo: gli ottocento anni della morte di San Francesco, che si celebreranno il 3 ottobre 2026. In questa prospettiva, l’AEC manifesta la volontà di dedicare particolare attenzione alle stazioni della linea FCU – la Ferrovia Centrale Umbra, la cui riapertura completa da Terni a Città di Castello è attesa da anni – e a quelle situate nell’area del Lago Trasimeno e di Assisi.
La rinascita di questi tratti ferroviari, se realizzata, potrebbe rappresentare un tassello fondamentale nel processo di rilancio culturale e turistico del territorio, restituendo continuità a un asse storico e simbolico di eccezionale valore.
Un premio che diventa rete
Nel suo quinto anno, Euroferr si conferma così più di un semplice riconoscimento: diventa un laboratorio europeo di idee, studi e buone pratiche. Un invito a guardare le piccole stazioni non come punti secondari, ma come snodi vitali dell’Europa diffusa, dove infrastruttura, memoria e comunità si incontrano e si rafforzano reciprocamente.
